Treviso, il cartello choc: ingresso vietato in osteria a chi veste burqa o niqab

Affisso nell’osteria il cartello: "Ingresso vietato a burqa e niqab". L’iniziativa è di Tiziano Furlan, consigliere comunale a Vazzola dove era stata bocciata la mozione per vietare l’uso degli abiti tradizionali islamici

Treviso, il cartello choc: 
ingresso vietato in osteria 
a chi veste burqa o niqab

Treviso - "Ingresso vietato a chi indossa burqa o niqab". La scritta può essere letta all'ingresso di un un’osteria del trevigiano. A rendere più esplicito il messaggio diversi segnali stradali che vietano categoricamente l'ingresso alle donne che indossano il velo. L’iniziativa è del titolare di un locale a Tezze, consigliere comunale al vicino comune di Vazzola, dove era stata respinta alcuni giorni fa proprio una mozione per vietare l’uso dei tradizionali abiti islamici.

L'iniziativa del consigliere comunale Affisso nell’osteria, scritto a mano ma con indicazioni molto chiare, con tanto di simboli disegnati tipo i segnali stradali: vietato l’ingresso a burqa e niqab. L’iniziativa è di Tiziano Furlan, consigliere comunale al vicino comune di Vazzola. Qui era stata respinta, solo alcuni giorni fa, proprio una mozione per vietare l’uso degli abiti tradizionali islamici. "La mozione è stata respinta - ha detto Furlan a Il Gazzettino - così per il momento mi arrangio come posso". Il cartello, in realtà, non riguarda solo il burqa ma anche chi indossa il casco o ha il viso travisato. La scritta così riporta che "nel rispetto delle leggi, a tutela della sicurezza dei clienti per tutta la permanenza all’interno del locale" e i simboli di divieto per casco, viso travisato e abiti di tradizione islamica.

Zaia: "Riconosbilità è dovere" "Daremo risposte concrete al forte bisogno di sicurezza dei cittadini, perchè siamo convinti che un’integrazione reale possa realizzarsi solo a partire dal pieno rispetto delle nostre tradizioni giuridiche, sociali e culturali", ha commentato il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Veneto Luca Zaia ricordando che "essere riconoscibili è un dovere di ogni cittadino italiano: che lo sia anche per quanti scelgono di venire a vivere qui". "Perché la sostenibilità dei flussi migratori non è solo questione di numeri, e l'invasione è nel mancato rispetto delle norme che regolano la vita sociale della nostra comunità".

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