La tv fa ingrassare, i social ti pretendono magro

Da un lato le trasmissioni di cucina in tv, dall'altro le inserzioni sulla magrezza sui social network

La tv fa ingrassare, i social ti pretendono magro
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Io non vado al mare, perché per me è un come un campo di concentramento con estranei in mutande che sudano, e la sabbia, e l'acqua salata, e comunque sono cresciuto con Lo squalo di Spielberg e se pure dovessi mettere un piede nell'acqua del mare sentirei la musichetta di quando arriva lo squalo, però la maggior parte delle persone amano il mare, e questo per molti è il periodo della «prova costume», ossia di mettersi a dieta per perdere qualche chilo da non ostentare sulle spiagge. Spesso molti chili, e in breve tempo possibile. D'altra parte a mangiare ce lo insegna la tv. Per tutto l'anno, su ogni canale, su ogni piattaforma, si cucina e si mangia: e La prova del cuoco, e Masterchef, e È sempre mezzogiorno (un incubo), e Uno chef in fattoria, mentre gli chef sono diventati dei guru. Insomma, è tutto un magna magna, finché non arriva l'estate. Lì iniziano i problemi, ci si accorge che, cucina di qua, cucina di là, si è magnato troppo. Di contro ci sono i social, il contraltare della tv, dove si cerca ogni modo per perdere peso (soprattutto le donne, perché poi devono postare le foto in bikini). Se aprite Instagram è pieno di pubblicità di diete da fare, digiuni intermittenti, non intermittenti, chi vuole venderti cibi «bruciagrassi» e beveroni «detox» (tipo Cristina Marino, la moglie di Luca Argentero, molto molto bella, la seguo solo per quello: detox e bruciagrassi non esistono, se volete dimagrire e mangiare sano seguite almeno uno scienziato come Gabriele Bernardini, sulla pagina Instagram de La somma e il totale, che gli influencer delle diete a cavolo li fa pezzi), ma soprattutto spopolano App, di società diverse ma tutte uguali, su come evitare di fare attività fisica e dimagrire solo con dieci minuti al giorno di esercizi, su una sedia. Ve li sarete trovati tutti una pubblicità su come dimagrire per dieci minuti su una sedia. Di dicono non fare così tipo duecento flessioni, fai così, ti alzi e abbassi dalla sedia con le braccia, tre volte e wow, e in mese avrai addominali scolpiti. Però ti devi scaricare l'App e pagare perché ti devono dire cosa fare sulla sedia, un programma «personalizzato per te» (ma che ne sapete voi di me?). Il bello è che c'è sempre un tizio, over 50 , che ti dice «facendo questi esercizi sulla sedia dieci minuti al giorno sono diventato come un ventenne», e il tizio è uno con la pancia che fa gli esercizi su questa cazzo di sedia, ma non ti fanno mai vedere come è diventato dopo. La dura verità è la seconda legge della termodinamica (lo dico ai politici, non si può abolire), la stessa legge che ci fa invecchiare e morire e rende la vita uno sforzo continuo per rimanere in vita, perché tutto tende verso il caos, l'universo è basato sull'entropia, la vita costa cara: se le calorie che entrano sono superiori a quelle che escono ingrassi, ma non solo. Se le calorie che entrano sono uguali a quelle che consumi non dimagrisci, resti come sei. C'è anche da dire che il nostro cervello si è evoluto in milioni di anni per introiettare più calorie possibili, quindi mettersi a dieta è difficile perché bisogna andare contro il nostro istinto. Bernardini giustamente dice: ma che, non sapete controllarvi? Eh, no, è quello il problema. In generale non siamo abituati neppure a correre senza che un predatore ci insegua o per inseguire una preda, anzi io non vado neppure al supermercato, ordino tutto a domicilio, mi fa fatica anche uscire di casa. Come disse Woody Allen in un suo film: «Sport? No, no, io sono per l'atrofia». Il mio modello è piuttosto Winston Churchill, quando gli chiesero come avesse fatto a restare così in salute fino a novant'anni, grasso e bevendo e fumando sigari, rispose lapidario «No sport». Non è scientifico, aveva un buon Dna, però mi piace pensare che magari per culo ce l'abbia anche io.

In ogni caso ognuno è libero di fare quello che gli pare, quindi mettetevi a dieta (tanto non ci riuscirete), andate al mare dove nulla vi separa dallo squalo bianco di Spielberg se non dell'acqua, e quanto alla sedia, beh, io altro che esercizi, sto pensando di comprarmi la sedia che aveva Stephen Hawking anche per andare dalla sala al bagno.

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