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Sanremo, scontro sul termine femminista: le Bambole di Pezza: “Necessario finché non c’è parità”

Le Bambole di Pezza rispondono a tono ad un giornalista che definisce superato il femminismo: "Abbiamo paura di uscire di casa, questa non è parità". Il botta e risposta diventa virale e riporta al centro il dibattito pubblico

Sanremo, scontro sul termine femminista: le Bambole di Pezza: “Necessario finché non c’è parità”

Nella sala stampa radio-tv-web "Lucio Dalla" del Festival di Sanremo, non si è parlato solo di musica. Protagoniste dell’incontro con i media le Le Bambole di Pezza, finite al centro di un acceso botta e risposta con un giornalista che ha messo in discussione l’attualità del femminismo. Un confronto che, nel giro di poche ore, è rimbalzato sui social attraverso video diventati virali, accendendo il dibattito ben oltre le mura dell’Ariston.

La miccia che ha acceso il dibattito

Tutto nasce da una domanda che suona più come una provocazione. Il cronista, di cui non sono stati resi noti nome e testata, ha suggerito che parlare di femminismo nel 2026 sia anacronistico: "Non pensate che questa contrapposizione sia un po’ vecchia? Siamo negli anni Duemila, la parità ormai c’è". Poi l’affondo, con una frase destinata a far discutere: "Non è una società patriarcale la nostra. Vogliamo dire un luogo comune? Dietro ogni grande uomo c’è una grande donna. A casa mia comanda mia moglie".

Un tentativo di normalizzare il tema della parità di genere che però ha prodotto l’effetto opposto, trasformando la conferenza stampa in un’arena dialettica.

La replica della band

Le musiciste milanesi non si sono sottratte al confronto. Con tono fermo hanno ribaltato la prospettiva: "La parola femminista ci piace, perché è necessaria finché non c’è parità".

E ancora, rispondendo direttamente alla provocazione “domestica”: "Noi non vogliamo comandare a casa, vogliamo potere ovunque". Parole accolte da un applauso spontaneo della sala stampa.

Il giornalista ha insistito: "Il potere ce l’avete anche fuori casa". Ma la band ha chiuso il cerchio riportando il discorso su un piano concreto e drammaticamente attuale: "Abbiamo paura di uscire di casa, di essere uccise e stuprate. Questa non è parità". Una frase che ha segnato il punto più alto della tensione, e della condivisione, tra le presenti.

Il post su Instagram: "Non dietro. Accanto"

Il giorno successivo, le Bambole di Pezza hanno scelto Instagram per approfondire il senso della loro posizione. In un post, poi rimosso, la band ha smontato l’espressione "dietro ogni grande uomo c’è una grande donna". "Questa frase dimostra quanto sia ancora radicata l’idea che una donna debba stare dietro. Dietro al successo. Dietro al potere. Dietro alla voce", hanno scritto.

Poi la rivendicazione: "Non dietro. Accanto. E se proprio vogliamo dirla tutta, non esistono grandezze che abbiano bisogno di gerarchie di genere. Esistono persone. Talento. Visione. Coraggio". Un passaggio che chiarisce come la questione non sia legata alla singola frase, ma alla struttura culturale che quella frase sottintende. "Parità significa camminare insieme. Non un passo indietro", hanno concluso.

L’intervento di Equaly

Sulla vicenda è intervenuta anche Equaly, realtà che si occupa di parità di genere nel settore musicale. La nota è netta: "Che il giornalismo musicale abbia spesso difficoltà a concentrarsi sulla musica fatta da donne è un dato di fatto". E ancora: "Siamo al solito copione sanremese, qualcuno che sostiene che la parità sia stata raggiunta e, nel farlo, dimostra esattamente il contrario".

Nel mirino proprio l’idea della donna "dietro" all’uomo. "Le donne hanno bisogno di stare davanti, di essere riconosciute e accreditate. Non sacrificate in nome di un ruolo subordinato", sottolinea Equaly, chiudendo con un richiamo professionale: "Il femminismo non è un’opinione. Chi sceglie di parlarne dovrebbe conoscerlo come conoscerebbe qualsiasi altro tema".

Una polemica che va oltre Sanremo

Quello che poteva restare un semplice scambio di vedute si è trasformato in uno dei primi casi mediatici del Festival di Sanremo.

Il confronto tra il giornalista e le Bambole di Pezza ha rilanciato una discussione mai sopita, la parità di genere è davvero un traguardo raggiunto o un obiettivo ancora lontano? Una cosa è certa, il dibattito è tutt’altro che superato.

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