Lainate, notte fonda. Via Francesco Caracciolo 10. Insegna discreta: "Crystal Club". Fuori, niente di che. Dentro, un centinaio di ragazzi sudati che ballano techno a volume da far tremare i vetri. Peccato che il locale sia autorizzato solo come bar. Niente licenza da discoteca, niente "Scia" (ovvero Segnalazione Certificata di Inizio Attività) da pubblico spettacolo. Solo un dj, luci al neon soffuse, pista improvvisata e casse che pompano. Il blitz arriva poco dopo la mezzanotte. Squadra Amministrativa della Divisione Pas della questura, supportata dai vigili del fuoco. Controllo straordinario, uno di quelli messi a punto dopo le tragedie che ancora fanno rabbrividire (Crans-Montana docet). Entrano, vedono, capiscono tutto in trenta secondi. Il titolare finisce deferito in Procura per apertura abusiva di luogo di pubblico spettacolo.
Ma non è finita. Perché il peggio arriva quando si guarda con attenzione. Via di esodo principale? Ostruita da tavoli e divani. E non basta: chiusa a chiave. Illuminazione di emergenza? Insufficiente, praticamente inesistente. Estintori? Spariti, o forse non ci sono mai stati. Personale formato antincendio? Nemmeno l'ombra. Planimetria dei locali e piano di emergenza? Fantascienza. In pratica, un locale con cento persone dentro, musica a palla e una sola via di fuga che porta dritta al disastro. Roba da brividi.
E il personale addetto al banco? Privo di attestati di formazione e sorpresa non regolarmente assunto. Via alla segnalazione alla Direzione territoriale del lavoro. Mancano le tabelle alcolemiche, l'etilometro obbligatorio, la cartellonistica "vietato fumare". Un carnet di violazioni da far impallidire anche il più distratto dei gestori.
Alle 2.30 la serata finisce anzitempo.
Luci accese, musica spenta, ragazzi fuori. Sanzioni amministrative per circa 10mila euro. Attività sospesa fino a quando non si rimetteranno a posto tutte le magagne sulla sicurezza. Che, tradotto, significa: chissà quando riaprirà.