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"Così sarà scomunica". Il monito del Vaticano ai lefebvriani

In preparazione un documento del dicastero per la dottrina della fede che mette i paletti alla Fraternità sacerdotale San Pio X in vista delle consacrazioni senza mandato di nuovi vescovi

"Così sarà scomunica". Il monito del Vaticano ai lefebvriani
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Sono ore decisive per quello che dovrebbe essere un nuovo capitolo dello strappo tra la Santa Sede e la Fraternità sacerdotale San Pio X. Secondo quanto appreso da Il Giornale, il dicastero per la dottrina della fede starebbe per pubblicare un testo destinato a fissare i limiti invalicabili da parte dei cosiddetti lefebvriani, gli eredi del vescovo francese Marcel Lefebvre che ruppe con Roma in opposizione alla riforma liturgica postconciliare e il Vaticano II.

La crisi si è aggravata a febbraio con l’annuncio da parte della Fraternità San Pio X di voler procedere a luglio alla consacrazione di nuovi vescovi senza il mandato della Santa Sede. Un remake di quanto fatto nel 1988 da Lefebvre che, rinnegando la firma di un protocollo dopo un’intesa trovata con l’allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede Joseph Ratzinger, sfidò Roma consacrando quattro vescovi senza mandato pontificio e finendo scomunicato. Ordinazioni episcopali valide ma illecite e all’origine della scomunica automatica di consacranti e consacrati. Era stato Benedetto XVI, il 21 gennaio 2009, a togliere la scomunica ai quattro vescovi consacrati da Lefebvre nella speranza di una riconciliazione che non c’è stata.

Le trattative

Lo scorso 12 febbraio il cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la dottrina della fede, ha ospitato nel Palazzo del Sant’Uffizio Davide Pagliarani, superiore generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X per un estremo tentativo di evitare un aggravarsi dello scisma. Secondo Pagliarani le nuove consacrazioni sarebbero dettate dalla “necessità spirituale in cui si trovano le anime” e quindi dall’esigenza della Fraternità “di assicurare la continuazione del ministero dei suoi vescovi”.

Il documento

Il documento in uscita dal dicastero per la dottrina della fede potrebbe segnare l’interruzione del dialogo teologico offerto dal cardinal Fernandez e non preso in considerazione seriamente da Pagliarani e i suoi. Dovrebbe mettere in chiaro le condizioni per cui si andrebbe incontro al delitto di scisma e dunque alla scomunica latae sententiae. Quei limiti, dunque, che la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha già fatto sapere di essere pronta ad oltrepassare andando avanti con le consacrazioni di luglio.

Dal dialogo all’intransigenza

Da quanto si apprende, il prefetto argentino era stato generoso con l’interlocutore ma la questione dell’accettazione del Concilio Vaticano II è rimasta dirimente nelle trattative. I lefebvriani hanno fatto capire di voler andare avanti con le consacrazioni. A quel punto, comprensibilmente, l’atteggiamento dell’ex Sant’Uffizio è cambiato e all’elasticità del negoziato è seguita la determinazione di reagire con intransigenza alla sfida della Fraternità.

Nel dicastero ci si è preparati allo scenario di uno scisma e ci si sta già preoccupando per l’eventuale accoglienza dei sacerdoti in uscita dalla Fraternità e disposti a tornare in piena comunione con la Chiesa, pur volendo continuare a celebrare in rito antico.

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