Nel terzo giorno del suo primo viaggio apostolico Leone XIV ha seguito le orme dei predecessori Benedetto XVI e Francesco visitando la Moschea Blu di Istanbul. Un'altra "prima volta" per il nuovo Papa: dall'elezione non era ancora stato in un luogo di culto islamico. La visita è durata un quarto d'ora ed ha previsto che Prevost si togliesse le scarpe come richiesto dalle usanze.
La Moschea Blu
La Moschea Blu è uno dei momenti iconici di Istanbul ed è così chiamata per i pannelli interni in ceramiche di Iznik blu e bianche. Questa mattina Leone XIV è entrato nel luogo di culto togliendosi le scarpe per camminare scalzo sul tappeto arancione. Lo accompagnava il capo della Diyanet, ovvero il presidente per gli affari religiosi della Turchia. L'imam della moschea, Asgin Tunca, ha dichiarato alla stampa al termine della visita di aver detto al Papa che la moschea era "la casa di Allah" dunque "non è casa mia, non è casa tua, è la casa di Allah". Il dignitaro musulmano ha anche invitato il Papa a pregare lì ma Leone si è limitato, con rispetto, a rimanere in silenzio in spirito di raccoglimento. Molti si sono soffermati sui calzini bianchi del Santo Padre che si notavano a contatto col tappeto arancione della moschea. Prevost ha potuto apprezzare le più di ventimila piastrelle turchesi e la cupola illuminata da 260 finestre.
I precedenti
Nel 2006 Benedetto XVI fu accolto nella moschea dal mufti Mustafa Cagrici. Ratzinger, che era stato oggetto di critiche in Turchia per alcune posizioni contrarie all'ingresso di Ankara nell'Ue espresse da cardinale, rimase colpito dall'invito a sostarsi a pregare davanti al mihrab fattogli dal suo accompagnatore. Tornato a Roma, raccontò in udienza generale: "sostando qualche minuto in raccoglimento in quel luogo di preghiera mi sono rivolto all'unico Signore del Cielo e della Terra, Padre misericordioso dell'intera umanità". Nel 2014 Francesco rimase in raccoglimento silenzioso per oltre due minuti, accanto all'imam che pregava accanto a lui a mano aperte.
L'altra visita
Dopo il passaggio alla Moschea Blu, Leone XIV si è recato presso la chiesa ortodossa siriaca di Mor Ephrem per incontrare i capi delle Chiese e delle comunità cristiane. A loro si è rivolto nel messaggio che ha firmato sul Libro d'onore del luogo di culto. Riferendosi al 1700esimo anniversario del Concilio di Nicea, il Papa ha scritto che "ci riuniamo per rinnovare la nostra fede in Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, celebrando la fede che condividiamo insieme. Auguro ogni benedizione a tutti coloro che si sono riuniti qui e a tutte le comunità che rappresentano". L'obiettivo della riconciliazione che è stato al centro dell'incontro di ieri a Iznik sulla riva del lago si conferma essere nei pensieri di Leone che oggi, uscendo dalla chiesa ortodossa siriaca, ha invitato a "percorrere insieme il viaggio spirituale che conduce al Giubileo della Redenzione, nel 2033, nella prospettiva di un ritorno a Gerusalemme, nel cenacolo, luogo dell'Ultima Cena di Gesù" come ha rivelato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede Matteo Bruni.