"Uno spot formidabile per il nostro Paese, abbiamo fatto scuola". Sono stati anni "molto complicati e difficili" ha ammesso il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò ma "quando tutto va bene, non si sente neanche la stanchezza". E quindi, a poche ore dalla cerimonia conclusiva ieri sera all'Arena di Verona, si gode il successo accanto all'ad Andrea Varnier e sostiene che "le polemiche sono state in linea, più la cosa è grossa più c'è eco". In mattinata hanno partecipato alla sessione del Cio, con la presidente Kirsty Coventry, e "c'è stata una standing ovation". Applausi condivisi con "la squadra e i volontari". E in serata alla cerimonia dichiara: "Sono ancora più orgoglioso di essere italiano. La nostra missione è stata compiuta". Dietro ai Giochi diffusi e di successo ha lavorato uno staff di 1.700 persone a cui si sono aggiunti 3mila addetti temporanei, il 70% sotto i 40 anni, di 62 diverse nazionalità (in cima l'Italia con il 70%, la Francia con il 12% ma c'era pure un 2% di brasiliani o tedeschi). Apprezzato da tutti (anche da Coventry) l'entusiasmo dei 18mila volontari, il 51% donne e il 48% under 35, qui dii 98 Paesi diversi, più delle 93 delegazioni in gara. Varnier cala il numero più atteso: "Abbiamo venduto 1,3 milioni di biglietti, l'88% della disponibilità complessiva, oltre le aspettative". Sul podio degli acquisti i tedeschi (15%) seguiti da Usa (14%), Gran Bretagna e Svizzera (con il 6%). Unica disciplina sold out lo scialpinismo, al suo debutto ai Giochi ("un esordio col botto"), al 95% speed skating e short track, al 93% pattinaggio di figura e hockey su ghiaccio, al 92% biathon, al 91 lo sci alpino, al 90 il salto con gli sci e all'88% bob e slittino. Varnier snocciola anche qualche dato curioso. Si è tanto parlato del cibo made in Italy apprezzato dagli atleti nei 3 villaggi olimpici e negli 11 hotel allestiti per loro. Sono stati distribuiti 164mila pasti al giorno, superstar la pasta con 365 kg al giorno, circa 10mila uova, 8mila caffè, 12mila tranci di pizza, sessanta chili di grana padano. "Se mettessimo in fila i vassoi distribuiti ogni giorno, formeremmo una torre alta 60 km, 18 volte l'altezza delle Tofane a Cortina" scherza. Per stemperare l'ansia da gara, nei villaggi Kiko ha offerto 1.200 lezioni di make up agli atleti, Coca Cola ha personalizzato 500 lattine, Alibaba ha "diretto" 6.909 scambi di Pins. Anche senza biglietto, si sono godute l'atmosfera olimpica le 500mila persone che hanno visitato i Fan Village (a Milano, in piazza del Cannone) e 300mila hanno ammirato gli 88 show serali del braciere all'Arco della Pace che si è spento ieri, al termine della cerimonia. Una buona notizia per il futuro dello sport: i due terzi degli spettatori in tv ia rappresentato da giovani tra i 18 e 24 anni.
"Il modello diffuso ha funzionato, siamo pionieri orgogliosi" commenta Varnier. Una risposta a chi non voleva i Giochi? "Parlano i risultati" taglia corto Malagò. Anche sul modello lombardo-veneto "vagheggiavano pregiudizi, abbiamo fatto di necessità virtù, non avevamo alternative, ma nessuno lo ha criticato. Molta stampa estera ci ha lodati e addirittura New York potrebbe essere interessata agganciandosi a Lake Placid". Sottolinea di aver "lavorato benissimo con il governatore Fontana e il sindaco Beppe Sala, c'è stato gioco di squadra". Il presidente Fontana ringrazia "tutti quelli che ci hanno creduto. Il sogno che diventa realtà, come nella più bella delle favole. E poi l'orgoglio di essere il presidente della Regione che, insieme al Veneto, più di ogni altro soggetto istituzionale ha fortemente voluto questo evento. Un evento che ha scritto per sempre la storia del nostro Paese e della nostra Lombardia". Sul palco a Verona tra gli altri Achille Lauro, Benedetta Porcaroli, dj Gabry Ponte che ha trasformato l'Arena in una pista dance. Il sindaco Sala - al pomeriggio all'Arena Santagiulia per la finale di hockey Canada-Usa, vinta dagli americani, presenti anche il vicepremier Matteo Salvini, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il ministro dello Sport Andrea Abodi - ha passato con il collega di Cortina Gianluca Lorenzi la bandiera olimpica alla presidente del Cio, che l'ha consegnata ai rappresentati delle Alpi Francesi che ospiteranno i Giochi invernali 2030.
La festa non è finita. Si riparte dal 6 al 15 marzo con le Paralimpiadi. E allora si riaccenderà anche il "calderone", senza show serali però. Chiusi anche il Fan Village e il Media Main Center allestito al MiCo in Fiera.