Il viso di Cristo tra gli escrementiBoeri difende il regista blasfemoe parla di complotto antisemita

Presentata al Teatro Parenti la performance sul <em>Volto di Cristo</em>, accusata di blasfemia perché un ritratto del Cristo è invaso da liquami. L’assessore Boeri difende regista e autori

Arriva il Comune a sponsorizzare lo spettacolo «Sul concetto di Volto nel Figlio di Dio» di Romeo Castellucci, in scena al Parenti dal 24 al 28 gennaio. L’assessore alla Cultura, Stefano Boeri, esprime «la vicinanza dell’amministrazione comunale all’ebrea Ruth Shammah nei confronti di un attacco razzista e antisemita inaccettabile». Siamo alla conferenza stampa dibattito indetta dal Teatro per discutere dello spettacolo che ha suscitato tante proteste dei cattolici, offesi da bombe e liquami che sporcano il Volto di Cristo nel magnifico ritratto di Antonello Messina.
Dopo le denunce, il teatro è sotto sorveglianza. Le manifestazioni di preghiera e protesta, previste per il 24 e per il 28 gennaio, sono state autorizzate in piazzale Libia, a distanza di sicurezza dal Pierlombardo, per evitare eventuali infiltrazioni di provocatori o fanatici.
Ruth Shammah, direttore del Teatro Parenti, spiega di non aver visto lo spettacolo. Si rivolge al regista Romeo Castellucci davanti al primo gruppetto di giornalisti arrivati all’appuntamento: «Io, scusate ma non vi conosco. È colpa mia ma non posso conoscere tutto, naturalmente ho sentito parlare di voi ma non conosco il lavoro di Romeo. Me l’ha consigliato lui, mi ha detto mille volte che non offende Cristo...» dice rivolta a Umberto Angelini, direttore artistico del festival di performance teatrale Uovo. Lui si schermisce: «Io non c’entro, la direzione artistica è sua».
Sul palco si cita come punto di riferimento il filosofo Vito Mancuso. Il regista, Romeo Castellucci, spiega che questo lavoro «è un work in progress, ce ne sono almeno tre versioni di cui una con i bambini (quelli che tiravano le bombe a mano, ndr), le altre due senza. Io a Milano ho scelto di portare quella senza, ma non per autocensura».
Castellucci spiega che le prime proteste al suo spettacolo sono arrivate ad Avignone: «Qualche mese prima era stato contestato il Piss Christ (Cristo Piscio, ndr) di Serrano, un’opera di profonda bellezza e spiritualità... Poi è toccato a noi». La foto di un Crocefisso immerso nell’urina dell’autore, esposta ad Avignone, era stata colpita e danneggiata per protesta. Si aspettava una tale reazione alla sua opera? «Mi aspettavo reazioni, ma non a questo livello di idiozia. La mia opera è una contemplazine muta del decadimento e della bellezza dell’uomo. Il Volto di Gesù di Antonello da Messina è di una dolcezza indicibile».
Castellucci espone la sua teoria: «Gesù non vuole essere difeso, non ha bisogno. A Pietro che cercava di farlo, ha detto: vattene, Satana. Queste persone difendono le figurine». Se la prende persino con l’arcivescovo, perché la Diocesi - in una nota di risposta alla Shammah, che si era rivolta direttamente al cardinale Scola per chiedere il suo parere - ha chiesto di «rispettare la sensibilità» dei cittadini offesi. Castellucci parla di «atteggiamento pilatesco», «onda oscurantista», «occasione mancata». Prende la parola Giuseppe Frangi: «Sono ciellino, nipote di Testori, non mancusiano e appena ho visto quel Volto ho pensato: mizzica, Cristo salvatore, solidarizzo con Andrée». La Shammah ripete di sentirsi vittima di antisemitismo: «Non si può coprire questo tipo di cose».
L’ebreo Gesù si prepara ad andare in scena tra escrementi, liquami ma senza bombe e mano in uno spettacolo che, al debutto, sarà riservato solo a artisti e spettatori abituali del Parenti. A Teatro non l’hanno ancora visto e serve prudenza: questo work in progress potrebbe essere una sorpresa anche per loro.
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