Una vita violenta

«Era forse l’uomo più odiato di Gaza». Con queste parole un giornalista palestinese ha commentato l’uccisione di Moussa Arafat, cugino del defunto e ben più celebre Yasser. Una vita tutt’altro che pacifica la sua, condotta all’insegna della violenza e della corruzione.
Originario di Jaffa (Tel Aviv), Moussa Ali Hassan Arafat Al-Kidwa fu già nel 1965 uno dei primi combattenti di Al Fatah. Dopo la guerra dei sei giorni fu la mente degli attentati anti-israeliani del Fronte meridionale. Negli anni Ottanta lo si trova con Yasser Arafat in Libano e in Tunisia, dove diventò comandante dell’intelligence militare, incarico che continuò a Gaza dal 1993. In Palestina si mormora che Moussa non esitò mai a sfruttare il potere militare per fini personali. Tuttavia era un uomo che aveva contatti dappertutto, anche con i capi dei Comitati di resistenza popolare, che hanno rivendicato il suo assassinio. Era già scampato a un attentato nell’ottobre 2004.
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