Il nostro Vinitaly 2024. Le bollicine
Prima puntata dedicata ai migliori assaggi del salone veronese. Partiamo dagli spumanti. Cinque etichettem con prodotti dai lunghi affinamenti sui lieviti, come il Dèkatos di Roeno e il Michei riserva di Hofstätter, e un insolito metodo Martinotti rosato
Pasqua, non c’è innovazione senza sogno
La cantina della Valpolicella in occasione del Vinitaly propone nella sua barriccaia un’installazione site specific di fuse* che rielabora il tema onirico come presupposto della creatività, ciò che riflette i valori dell’azienda. Che celebra il cambiamento anche con la terza edizione dell’insolito “Hey French”
Bel Belè, l’oasi di Scalo Farini
Una trattoria nuova ma che si ispira alla Milano che fu, un’eccezione in un quartiere in trasformazione ma ancora povero di locali credibili. Arredi vintage, atmosfera da circolo di quartiere, cucina casalinga, un bel po’ di ironia, e un’ottima cotoletta (di maiale) vestita o svestita
Come romba il gelato di Leclerc
Il pilota della Ferrari lancia la sua prima linea di vaschette “da sportivo” sotto il marchio LEC. Suoi soci il manager Nicolas Todt e i due imprenditori che fondarono Grom. Cinque i gusti, tutti con un apporto calorico inferiore dal 30 al 50 per cento rispetto ai competitor. Ma gusto e texture sono top
Passopisciaro, tutti i colori del Nerello Mascalese
L’azienda creata da Andrea Franchetti alle pendici dell’Etna recuperando vecchi vigneti abbandonati produce cove vini tutti di grande spessore, tra i quali cinque etichette battezzate come altrettante contrade, corrispondenti ad altrettanti cru, tutti a base del grande vitigno rosso autoctono
Bufi, la forza della semplicità
Lo chef che ha portato la stella Michelin al ristorante il Fagiano del Grand Hotel Fasano di Gardone Riviera, sul lago di Garda, mostra una mano sicura e consapevole nel mixare i tratti delle sue origini meridionali a un’idea di ristorazione contemporanea. E che buoni i cocktail di Rama Redzepi
Verona, il gusto del dopo-Vinitaly
Viaggio tra le migliori tavole della città scaligera, che nei prossimi giorni sarà presa d’assalto dai frequentatori della più grande fiera italiana dedicata al vino. Domina la figura di Perbellini, che ha ridato vita ai 12 Apostoli, ma tanti altri sono gli indirizzi interessanti, tra tradizione contemporaneità
Albert Sounit, l’integrità del Crémant
La storica maison della Côte Chalonaise, in Borgogna, produce una grande versione Brut Nature di questo spumante metodo classico alternativo allo Champagne (ma molto più economico). Da uve Pinot Noir e Chardonnay con affinamento dai 14 ai 20 mesi sui lieviti
Alla scoperta della cucina del Camerun
Due locali a Milano, Laakam e Malaika, propongono con passione e calore le ricche tradizioni gastronomiche di uno dei Paesi più vivaci dell’Africa subsahariana. Tra i piatti da scegliere, il Pollo del Direttore Generale e il Ndole Royal, cucinato nelle occasioni importanti.
“Oyster Experience”, tutti i segreti delle ostriche
Il libro scritto da Elena Ravizza ed edito da Trenta costituisce un affascinante viaggio di conoscenza di uno dei cibi più enigmatici e lussuriosi del mondo, spesso vittima di pregiudizi e scarsa conoscenza da parte del grande pubblico, anche attraverso le ricette create da Valeria Spagnuolo
Beefbar, altro che minimalismo
Il ristorante a trazione carnivora aperto un anno fa nel Portrait al Quadrilatero conferma la sua vocazione internazionale e la sua propensione al godimento assoluto del cliente, con una proposta di tagli di qualità perfettamente valorizzati e una carta ricca di proposte comfort. Il tutto in un ambiente elegante e metropolitano
Ultra, pizza e cocktail a braccetto
Il locale aperto a Porta Romana poche settimane fa da Dom Carella (di Carico) e Fabrizio Margarita (di Vurria) è un luogo che punta all’informalità e alla condivisione pur in un ambiente elegante. La pizza si colloca tra Napoli e Milano, i cocktail sono ben fatti, la sala è da abbraccio e gli orari sono finalmente “larghi”
Osteria della Villetta, una storia di famiglia
Il locale della famiglia Rossi a Palazzolo dell’Oglio, da molti anni premiato con i Tre Gamberi del Gambero Rosso, propone una cucina di memoria che si nutre di ingredienti di alto livello, che arrivano dagli orti vicini e da produttori selezionati. In un ambiente che ha conservato l’atmosfera liberty dei primi del Novecento


























