Leggi il settimanale

Ancora scene di violenze all’interno di una scuola. Ancora maestre che cercano di zittire i bambini con comportamenti violenti. Questa volta è successo a Vittoria, in provincia di Ragusa. A finire agli arresti domiciliari per i maltrattamenti perpetrati ai danni dei bambini due maestre: di G.G. di 59 anni e di C.G. di 54 anni. Il provvedimento è stato eseguito questa mattina dalla polizia di Stato su disposizione della locale procura. Le indagini confronti delle insegnanti sono scaturite a seguito di alcune denunce. Le due donne, riprese dalle telecamere di videosorveglianza posizionate all’interno della scuola, insultavano, strattonavano e spintonavano i bambini.

Sofia Dinolfo
Ragusa: ecco come le maestre maltrattavano i bambini

L'episodio si è verificato nella giornata in cui si stavano svolgendo le elezioni regionali in Emilia Romagna. In preda ai fumi dell'alcol, lo straniero ha aggredito i sanitari che stavano cercando di aiutarlo, costringendoli a chiudersi dentro l'ambulanza, e gli agenti intervenuti sul posto

Federico Garau
Aggredisce sanitari che vogliono soccorrerlo ed agenti: fermato albanese ubriaco

"Desidero pregare per le persone malate a causa del virus che si è diffuso in Cina. Il Signore accolga i defunti nella sua pace, conforti le famiglie e sostenga il grande impegno della comunità cinese già messo in atto per combattere l’epidemia". Lo ha detto ieri Papa Francesco al termine dell'Angelus in Piazza San Pietro. (Lapresse)

Redazione
Virus cinese, Papa: "Prego per chi combatte l'epidemia"

Smascherato dalla Guardia di Finanza di Como un contrabbando per oltre 1 milione di euro di capi griffati dalla Svizzera. Scoperta l’importazione sul territorio nazionale di abbigliamento, in totale evasione dei dazi doganali. I vestiti venivano acquistati da un cittadino cinese in un noto centro commerciale di Mendrisio. Denunciate tre persone. (Lapresse)

Redazione
Como, contrabbando di abiti griffati per 1 milione di euro: tre denunce

Da anni si attende il rilancio della Galleria Principe di Napoli. I locali che un tempo ospitavano principalmente uffici comunali sono stati assegnati in concessione d’uso a imprenditori e associazioni risultati vincitori di un avviso pubblico, ma sono ancora quasi tutti chiusi e deserti. Alcuni locali risultano occupati abusivamente. Delle bandiere rosse, agganciate alle pareti di un bene che è sottoposto a vincolo monumentale, marcano lo spazio che dal 2013 occupa un centro sociale. Il rischio che crollino calcinacci è concreto, per questo, dall’ultima riapertura al pubblico della galleria, una rete di protezione copre le pareti. Di sera i porticati si trasformano in ricovero per senzatetto, con enormi disagi per quei pochi commercianti che da un paio di anni hanno avviato le loro attività

Agata Marianna Giannino
Napoli, l'abbandono e i disagi nella Galleria Principe
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica