Elizabeth de Bertier, responsabile della programmazione artistica della Galleria Tornabuoni di Parigi, racconta a il Giornale la grande mostra dedicata all'artista veneziano Fabrizio Plessi

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La galleria Tornabuoni presenta le suggestive installazioni video del grande artista italiano. Dall'Arte Povera alla tecnologia: l'Acqua come tema filosofico e primordiale
Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha nominato se stesso nel Consiglio d'indirizzo del Teatro Petruzzelli di Bari. Sia chiaro: il governatore, a rigore di Statuto, lo può fare. È un’azione irrituale ma praticabile. Intanto però l’Autorità anticorruzione ha aperto un’istruttoria
Nonostante il grande spavento, la cantante ha concluso la sua esibizione
Sabato 19 luglio 2025, in occasione dell’anniversario della strage di via D’Amelio, Rai3 trasmette in prima serata il docu-film “I ragazzi delle scorte”, che racconta le vite degli otto agenti di polizia caduti insieme a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel 1992. La serie, premiata con il Premio Nazionale Paolo Borsellino, è suddivisa in otto episodi, ciascuno dedicato a uno degli agenti. I nuovi episodi del 2025 sono incentrati su Fabio Li Muli, il più giovane tra i caduti, e su Eddie Cosina, l’agente triestino che morì dopo aver dato un cambio a un collega.
Quasi un testamento. Anzi, un vero testamento. Francis Ford Coppola con un gruppetto di ragazzini, su un palco di una cittadina del Sud, Soverato in Calabria, dopo la proiezione del suo ultimo film “Megalopolis” per una serata speciale del Magna Graecia Film festival.L’obiettivo del regista premio Oscar - e dell’ultima onirica, difficile, complessa pellicola - è parlare con i giovani, invitarli a credere nel futuro, a salvaguardare la grande famiglia dell’umanità, a inseguire i loro sogni e non perdersi nelle idolatrie come denaro, lavoro e tecnologia. Il maestro del “Padrino”, di “Apocalypse Now” e “I ragazzi della 56esima strada” regala un assaggio della sua arte: chiama dieci ragazzini accanto a lui sul palco e prova con loro gli esercizi che fa fare ai suoi attori, alle star di Hollywood, per calarsi nei ruoli. Un “training” che lascia un po’ attonita e divertita la platea accaldata e stipata nel piccolo cinema di Soverato e un ricordo che rimarrà indelebile per questi giovani, unici ammessi a fare domande. “Fate ciò che amate, ciò che vi piace” risponde poi a una ragazzina che gli confessa di avere difficoltà a inserirsi nel suo piccolo mondo. E a chi gli chiede se è mai stato triste risponde: “Da bambino lo sono stato perché mio padre si spostava molto per lavoro e io facevo fatica a fare nuove amicizie, allora mi rifugiavo nei film e da lì è nata la mia passione per il cinema”. Addirittura una bambina gli domanda quale impatto abbiano avuto i suoi film sulla società. Risponde: “Non lo so, mi chiedo spesso se la mia vita sono io oppure lo siano i miei film”. Insomma, alla veneranda età di 86 anni, uno dei registi più grandi della storia del cinema, si sottopone a una serata a dir poco organizzata male, grondante di sudore per il malfunzionamento dell’aria condizionata, pur di portare il suo verbo alla gioventù. Speriamo che i prossimi appuntamenti del Magna Graecia Film Festival (che si terrà sempre a Soverato dal 26 luglio al 2 agosto) e che è sempre denso di grandi star, possa accogliere gli ospiti in maniera più adeguata. Nonostante tutto Coppola, che ha origini italiane (i nonni erano della provincia di Matera), annuncia che ha intenzione di fare un film in Calabria, ma non sulla mafia o temi del genere. Gli importa solo dei giovani, di immaginare un loro futuro migliore.
Alla presentazione dei palinsesti Mediaset, dati chiari: è l’unica rete generalista che attrae davvero le nuove generzioni. La TV ha un futuro solo se qualcuno si preoccupa di costruirglielo
Nell'epoca della supposta egemonia culturale di destra sorprende la decisione del Teatro nazionale dell'Emilia-Romagna di nominare una direzione doppia e di mettere due donne di area Pd al timone. Non ce l'aspettavamo, visto l'allarme lanciato dai circoli di sinistra per la predazione vorace di poltrone dello schieramento meloniano
Qual è il modo preferito da un musicista per celebrare altri musicisti? Suonare le loro canzoni. Così Cesare Cremonini ha celebrato la reunion degli Oasis a Cardiff ieri sera, venerdì 4 luglio, suonando un loro brano insostituibile, quel Cigarettes&Alcohol che è stato l'ultimo singolo del loro disco d'esordio, l'epocale Definitely Maybe del 1994. E il palco del San Nicola di Bari si è idealmente unito per qualche minuto a quello di Cardiff. Tra l'altro Cremonini entra molto bene nei panni di Liam Gallagher (e che bella batteria, potentissima) e questo è senz'altro uno dei più begli omaggi alla reunion dell'anno.
Il più avaro che ricco Urbano Cairo ha presentato i nuovi palinsesti di La7. Dopo aver sciorinato l'elenco dei soliti noti, ecco che spunta l'idea, pronunciata sotto voce: la sua tv svolge un servizio pubblico, merita una parte di canone. Una bella trovata. Sicuramente gliel'avranno suggerita le banche creditrici