La deputata Mara Carfagna: "Siamo in grado di farci valere da sole"
Via libera ai primi articoli della riforma, c'è anche il voto ai fuori sede. Maggioranza divisa sul no alla scelta dei candidati proposta da Futuro Nazionale. Oggi si chiude
La nuova giornata alla Camera sulla legge elettorale dopo che ieri il governo è stato sconfitto in Aula su un emendamento: 188 i voti contrari, 187 i favorevoli
Alle sette di sera, a Montecitorio, l’emendamento della maggioranza che prevede l’introduzione delle preferenze viene bocciato per un solo voto a scrutinio segreto.
Il risultato è accolto con un boato dall’emiciclo di sinistra.
Scuote la testa Francesco Filini a Montecitorio
Sapeva bene che sarebbe stata una votazione sul filo, ma questo non basta certo a lenire l’irritazione (per usare un colossale eufemismo) seguita al gigantesco scivolone in cui è incappata ieri la maggioranza.
Mi importa poco se Giorgia Meloni andrà avanti dritta, batterà i pugni sul tavolo e domani sarà un altro giorno, magari con una nuova votazione al Senato
No all'emendamento, è finita con 188 no e 187 sì. Alta tensione in Aula quando è passato lo scrutinio segreto. La conseguenza: rimangono i listini bloccati
Per un voto. Un voto solo. L’emendamento di Giorgia Meloni sulle preferenze è stato bocciato alla Camera.