La donna condannata per la Strage di Erba disse alle Iene che il criminologo li convinse a confessare. Intanto Azouz riapre la pista del regolamento di conti dietro la mattanza
La donna condannata per la Strage di Erba disse alle Iene che il criminologo li convinse a confessare. Intanto Azouz riapre la pista del regolamento di conti dietro la mattanza
Olindo e Rosa processati e condannati. Difficile sapere come siano andate le cose, ma un pg ha chiesto la revisione del processo perché secondo lui c'erano elementi che li potevano scagionare. L'ipotesi è stata bocciata dal tribunale di Brescia Però io mi domando: senza un nuovo processo come si fa a sapere se sono davvero colpevoli? Se la giustizia ha un dubbio, sarebbe il caso di andare fino in fondo per esaminare punto per punto i motivi che hanno portato a una condanna. Resta la Cassazione, ma quando la magistratura si fissa in queste maniera, sappiamo che difficilmente le cose cambiano. Siamo avviliti perché un secondo processo ci avrebbe aiutato a capire meglio la situazione. invece la magistratura si sciacqua le mani e questo è veramente orrendo. Le toghe sono convinte di avere sempre ragione e nessuno può mettere in discussione le decisioni prese dentro un tribunale
Riflessioni dopo il no alla richiesta di revisione per la strage di Erba
Il carabiniere che arrestò la coppia: "Non scorderò più la strage, sento ancora l'odore del sangue"
Fugati i dubbi a furor di popolo: non ci sono fatti nuovi. E non c'è un feroce assassino in libertà
Il pianto di Rosa, lo sguardo perso di Olindo. I legali: "Vizi di legittimità"
No alla revisione del processo: "Prove inammissibili". Il pg: "In tanti non hanno studiato gli atti". I familiari delle vittime: "Sogniamo l'oblio"
Arrivata la tanto attesa sentenza sulla revisione del processo per la strage di Erba chiesto dalla difesa dei due condannati all'ergastolo Olindo Romano e Rosa Bazzi
La lettera dal carcere: "Fino ad oggi il nostro caso è stato trattato con superficialità"
Nelle carte dell’inchiesta della Dda delle scorse settimane sullo spaccio a Como spunta la frase che lega la mattanza del 2006 all’omicidio di un trafficante albanese