Che cosa mangeremo nel 2026? Il nostro sondaggio annuale. Prima puntata: i migliori pasti dell’anno che sta finendo
Come ogni anno abbiamo chiesto a 72 tra giornalisti, critici e opinion leader del settore gastronomico di indicarci nomi, ingredienti e tendenze a tavola per il prossimo anno. Tra i ristoranti più citati per la migliore esperienza del 2025 ci sono Osteria Francescana, Da Lucio, Reale, Argine a Vencò, Madonnina del Pescatore, Uliassi e Dalla Gioconda
La pinsa romana, l’invenzione della memoria
Un libro celebra il percorso che ha condotto Corrado Di Marco a sviluppare un prodotto dalle radici antiche ma molto contemporaneo per leggerezza e responsabilità e che lo ha portato a creare un’azienda che oggi distribuisce in oltre 70 Paesi e che nel 2024 ha superato i 32 milioni di basi prodotte. Una storia imprenditoriale di successo che diventa un romanzo
BITES, un laboratorio aperto in Porta Venezia
Il ristorante di via Lambro ha aperto nel 2019 e si è evoluto con il tempo. Oggi è guidato dallo chef Andrea Baita (con in sala il sommelier Camilla Cogliati e Andrea Torresi) e propone una cucina poco spettacolare ma in continuo equilibrio tra precisione e leggerezza, che punta sulle contaminazioni, sulla sottrazione, sulla stagionalità e su un’idea di sostenibilità concreta e consapevole
Mazzo, il manifesto della post- trattoria
Il locale romano si trova nel quartiere di San Lorenzo (dopo aver aperto nel 2013 a Centocelle) ed è il punto di riferimento di una nuova idea di ristorazione popolare e contemporanea. Espressa in otto punti chiave che vanno dal rapporto personale con la tradizione all’accessibilità, dall’informalità alla consapevolezza, dalla condivisione alla sostenibilità
Genusshaus, la casa dei sapori d’alta quota
Un hub di produzioni gastronomiche di alta qualità che affianca il Gassenhof, hotel quattro stelle nel cuore della Val Ridanna. Qui si producono birra artigianale, distillati, grappe, formaggi freschi e stagionati e perfino un caffè torrefatto internamente da chicchi selezionati da filiere eque e solidali in Guatemala, Perù, Ruanda e Brasile. Ma c’è anche uno spazio esperienziale per il pubblico









