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Milano-Cortina, Rebecca Passler ricorre al Tas contro la sospensione per doping

L’atleta azzurra del biathlon ha deciso di rivolgersi al Tribunale arbitrale di Losanna per chiedere la riammissione ai Giochi olimpici: ecco quando si terrà l’udienza

Milano-Cortina, Rebecca Passler ricorre al Tas contro la sospensione per doping
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Ha deciso di fare ricorso al Tribunale arbitrale dello sport contro la sospensione per doping che, per il momento, la tiene fuori dai Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026: l’atleta azzurra del Biathlon, Rebecca Passler si è rivolta al Tas dopo essere stata trovata positiva al letrozolo.

Quando è fissata l’udienza

Secondo quanto appreso dall’Ansa, dunque, l’atleta classe 2001 aspetterà l’udienza prevista per il prossimo 10 febbraio, martedì, a Milano. La scelta, ovviamente, è quella di chiedere l’annullamento della sospensione provvisoria per il farmaco al quale è stata trovata positiva a un controllo fuori dalle competizioni.

L’annuncio del Tas

La biatleta azzurra Rebecca Passler ha presentato ricorso contro “Nado Italia Antidoping, l'Agenzia Mondiale Antidoping (Wada), la Federazione Italiana Sport Invernali, il Comitato Olimpico Internazionale (Cio), l'Agenzia Internazionale per i Test Antidoping (Ita), l'Unione Internazionale di Biathlon (Ibu) e il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni). Il ricorso riguarda una sospensione provvisoria dell'atleta a seguito di un controllo antidoping fuori gara”, scrive il Tas in un comunicato pubblicato sul proprio sito web.

Cosa è successo

Quanto accaduto alla biatleta è stato un fulmine a ciel sereno alla vigilia delle Olimpiadi di Milano-Cortina: la positività alla sostanza del letrozolo l’ha, fino a questo momento, estromessa dai Giochi invernali.

Christoph Sumann, direttore del biathlon della Federazione austriaca, ha dichiarato che anche il fidanzato di Passler, Dominic Unterweger, ne è rimasto colpito "a livello emotivo e personale, è un momento difficile. Un caso positivo di doping è sempre terribile, non importa chi ne sia colpito, per fortuna non riguarda noi, ma un'altra nazione - ha detto Sumann -. Stiamo cercando di sostenerlo e di aiutarlo al meglio".

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