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Tass: "Non è nostra giurisdizione". Rebecca Passler rimane squalificata

Il Tas di Losanna non si è espresso in merito alla positività della biatleta azzurra che adesso può rivolgersi alla Corte d’Appello antidoping

Tass: "Non è nostra giurisdizione". Rebecca Passler rimane squalificata
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È finito con un nulla di fatto il ricorso d’urgenza che la biatleta azzurra, Rebecca Passler, ha inoltrato al Tas (Tribunale arbitrale sportivo) di Losanna contro la squalifica per doping (positiva al letronazolo) inflitta da Nado Italia (Organizzazione Nazionale Antidoping italiana), che l’ha esclusa dai Giochi di Milano-Cortina.

La risposta del Tas

Privo di giurisdizione”: è questo il commento del Tas, secondo quanto riportato dall’Ansa, che di fatto non ha preso una decisione sul caso dell’azzurra di 24 anni che rimane sospesa come deciso lo scorso 2 febbraio alla vigilia dell’inizio delle Olimpiadi invernali. In pratica, l’atleta avrebbe dovuto rivolgersi proprio alla Nado Italia e non al Tas secondo la spiegazione dei giudici.

L'atleta ha presentato un ricorso prima al Tas e poi alle autorità giudiziarie di Nado Italia e, di conseguenza, non ha diritto procedurale di presentare ricorso alla Sezione ad hoc del Tas - spiega il tribunale svizzero - La sua sospensione provvisoria può comunque essere impugnata dinanzi alla Commissione Nazionale Antidoping di Appello (Nadab) di Nado Italia".

Cosa accade adesso

Adesso, per la Passler è una lotta contro il tempo visto che le rimane pochissimo tempo per poter rientrare nei Giochi: se l’atleta impugnerà la decisione, potrà farlo davanti alla Corte d'appello antidoping purché entro la scadenza del 12 febbraio 2026, in pratica domani.

Secondo le fonti, nel corso dell’udienza di fronte al Tas Passler ha spiegato che la sua positività sarebbe stata causata da una contaminazione incrociata dovuta a un'esposizione involontaria al letrozolo. Per questa ragione, Passler nel corso dell’udienza aveva chiesto l'annullamento della sospensione per assenza di dolo e di negligenza.

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