Per Leapmotor, partner cinese di Stellantis, si intravede un futuro come punto di riferimento per i veicoli elettrificati del gruppo. Reuters, in proposito, fa sapere che sono in corso trattative avanzate per sviluppare un Suv elettrico, su architettura del B10 della casa asiatica, con marchio e design Opel per poi produrlo, dal 2028, in 50mila unità l'anno nell'impianto di Stellantis a Saragozza, in Spagna. Costi di sviluppo ridotti e utilizzo delle tecnologie di Leapmotor sono le linee guida dell'iniziativa.
A poco più di un mese dalla presentazione, in programma il 21 maggio negli Stati Uniti, del piano industriale e strategico firmato dal ceo Antonio Filosa, emergono così le prime novità. E tra queste il tipo di rapporto futuro tra Stellantis e Leapmotor, marchio che sta conseguendo risultati importanti nel mercato europeo e soprattutto in Italia la cui penetrazione si è attestata, nel primo trimestre, al 2,4% (oltre 11.600 vetture immatricolate).
Ma c'è un'altra novità relativa al piano Filosa e riguarda la politica climatica del gruppo. Il rapporto pubblicato nei giorni scorsi su questo specifico argomento, informa che Stellantis ha posticipato di 12 anni, al 2050, l'obiettivo della neutralità carbonica. Viene dunque sconfessato anche il piano Dare Forward 2030 che l'ex ceo Carlos Tavares aveva illustrato ad Amsterdam all'inizio del suo mandato. Da Filosa, quindi, un nuovo importante dietrofront che rappresenta anche un forte segnale diretto alla Commissione Ue alla luce dei chiarimenti e dei ripensamenti in corso sulle strategie green responsabili dei gravi danni all'intero sistema automotive europeo. La visione di Filosa conferma la centralità del cliente in base alle proprie necessità di utilizzo del veicolo, grazie a un ventaglio di opzioni insieme a quelle elettrificate. Il documento di Stellantis sollecita anche le istituzioni Ue ad adottare una maggiore flessibilità in tema di sanzioni anti CO2 attraverso una media quinquennale di calcolo dei target a partire dal 2028.
Tornando a Leapmotor (Stellantis dal 2023 ne detiene il 20% pagato 1,5 miliardi, oltre al 51% nella joint venture), il partner cinese, da parte sua, non intende scoprire del tutto le carte, dichiarando a Reuters di essere in trattative con diversi partner, tra cui Stellantis, ma esclusivamente per la fornitura di componenti sviluppati internamente, senza alcun piano di collaborazione a livello di piattaforma. Voci, però, parlano del possibile sviluppo anche di un modello Alfa Romeo sempre grazie all'architettura cinese.
Nel frattempo, Filosa continua il suo tour nei Paesi di riferimento del gruppo. E da San Paolo, in Brasile, commenta la complessa situazione geopolitica e le ricadute sul settore automotive. «Credo che l'inflazione - le sue parole - sia un indicatore macroeconomico che tutti comprendono appieno e che è al centro del nostro business, rispetto al quale ci stiamo preparando nei prossimi mesi.
Il mio desiderio, come quello di molti, è che tutto si risolva rapidamente». «Anche se gli impatti dovessero essere minimi - ha aggiunto - è chiaro che se l'instabilità dovesse persistere, l'aumento rappresenta un rischio concreto che temiamo possa verificarsi nel prossimo futuro».