Inizio d'anno positivo per Stellantis in Italia. Il gruppo a guida italiana sia a livello globale (Antonio Filosa, in foto) sia europeo (Emanuele Cappellano) in gennaio ha immatricolato oltre 47mila vetture con una crescita dell'11,3% rispetto al +6,2% del mercato (quasi 142mila vendite). Bene anche la quota di mercato salita dell'1,47%, ora al 32,8%, rispetto al gennaio 2025. La strategia di Filosa incentrata in particolare sul cliente e le sue esigenze, in pieno contrasto con la visione ideologica del suo predecessore Carlos Tavares, sembra funzionare come ammette lo stesso amministratore delegato, in carica dallo scorso 23 giugno, dialogando con Quattroruote: «È necessario mettere al centro di tutto ciò che facciamo il consumatore -afferma il top manager - per questo dobbiamo modellare la nostra organizzazione al fine di ascoltarlo. Stiamo dando a tutte le regioni e a tutti i mercati la possibilità reale di fare scelte sul prodotto». Dunque, una netta sterzata che sarà approfondita in occasione del piano industriale che Filosa illustrerà il 21 maggio prossimo a Detroit.
E l'Italia che necessita di una decisa accelerazione produttiva dopo un 2025 da dimenticare? «C'è l'impegno - risponde Filosa - di investire circa 2 miliardi e acquistare oltre 6 miliardi dalla filiera dei fornitori. Vogliamo continuare così. In generale, dobbiamo capire dagli errori passati quali cambiamenti sono necessari e creare una nuova struttura virtuosa».
Le immatricolazioni complessive di gennaio in Italia sono state influenzate dagli incentivi sulle auto elettriche (penetrazione del 6,6%). In proposito, il modello T03 di Leapmotor, marchio cinese di Stellantis, ha segnato una crescita di oltre il 594%. Sul dato positivo generale del 6,2% del mercato italiano ha inciso il noleggio a breve che gode di una stagionalità anticipata grazie ai Giochi invernali.
A soffrire, infatti, restano i seguenti canali: privati, acquisti diretti delle società e noleggio a lungo termine. La sola loro considerazione, come rileva Dataforce, porterebbe il responso di gennaio in negativo del 2 per cento.