Grandi novità in casa Langosteria. Dopo l'apertura della nuova sede in Palazzo Lancia in Montenapoleone, con il ristorante al quinto piano, il bar Ally's al sesto e dopo il lancio del Private Restaurant in via Savona 10, proprio accanto alla sede storica del brand, nei giorni scorsi ha aperto, al quarto piano di Palazzo Lancia, Pepe, il primo format alternativo del gruppo guidato da Enrico Buonocore. Che così presenta la nuova creatura: "Uno show con vista su Milano, una cucina diretta che esalta la qualità della materia prima e l'arte della cucina all'italiana".
Pepe è una sfida apparentemente semplice e per questo difficilissima: un lungo bancone con 36 coperti, più altri 16 posti disseminati tra il bar e le contro-barre affacciate sulle finestre, e il patto con gli ospiti di essere disponibili a un'esperienza di condivisione e socialità. "Non certo un posto per chi voglia limonare al ristorante", ridacchia Buonocore. La cucina, guidata dall'executive chef Luca Fantin, rappresenta il primo esempio di collaborazione del marchio con uno chef stellato e si basa sull'idea di riproporre le ricette italiane classiche in forma alleggerita ma senza rinunciare all'estrema golosità. Prova ne siano l'Insalata alla brace, il Carciofo alla romana, il Pollo allo spiedo, la Valdostana di vitello con fontina filante e il sorprendente Carpaccio di filetto anno 80, con rucola e grana, piatto di cui Buonocore è da sempre appassionato e che Fantin ha deciso di interpretare dopo non poche resistenze. "Ma qui conta la generosità, non l'ego. Siamo tornati all'essenza della cucina italiana, al di là delle mode", dice Fantin.
Atmostera lussuosa ma spassosa, servizio impeccabile ("pure troppo, forse dobbiamo renderlo più informale", confessa Buonocore), cantina con 300 etichette, scontrino severo ma giusto, attorno agli 80 euro. Pepe ha aperto da pochi giorni e ha già fatto sempre sold out. E qui non si tratta di una moda passeggera.