Biotestamento, Tar del Lazio boccia la legge "Non si può imporre l'alimentazione forzata"

Accogliendo un ricorso del "Movimento difesa dei Cittadini" all’ordinanza emanata nei giorni del caso Eluana, il Tar del Lazio boccia di fatto la legge sul testamento biologico già approvata alla Camera e al vaglio del Senato. Il ministro Sacconi: "E' ancor più urgente la norma Englaro"

Biotestamento, Tar del Lazio boccia la legge 
"Non si può imporre l'alimentazione forzata"

Roma - A nessuno possono essere imposte alimentazione e idratazione forzata, né cosciente né incosciente, e anche in caso di stato vegetativo un cittadino può esprimere ex post la propria volontà di interrompere terapie giudicate inutili, comprese proprio alimentazione e idratazione. Il Tar del Lazio, accogliendo un ricorso del "Movimento difesa dei Cittadini" all’ordinanza Sacconi emanata lo scorso anno, nei giorni del caso Eluana, boccia di fatto la legge sul testamento biologico già approvata alla Camera e al vaglio del Senato, dove si precisa invece che alimentazione e idratazione artificiali sono atti imprescindibili che il malato in stato vegetativo non può rifiutare tramite una dichiarazione anticipata di trattamento.

Possibile evitare le cure "I pazienti in stato vegetativo permanente - si legge nella sentenza - che non sono in grado di esprimere la propria volontà sulle cure loro praticate o da praticare e non devono in ogni caso essere discriminati rispetto agli altri pazienti in grado di esprimere il proprio consenso, possono, nel caso in cui loro volontà sia stata ricostruita, evitare la pratica di determinate cure mediche nei loro confronti".

Precisazioni Il paziente "vanta una pretesa costituzionalmente qualificata di essere curato nei termini in cui egli stesso desideri, spettando solo a lui decidere a quale terapia sottoporsi". Il TAR, nella sentenza n. 8560/09, dopo aver evidenziato che si tratta di questioni che coinvogono il "diritto di rango costituzionale quale è quello della libertà personale che l’art. 13 (della Costituzione, ndr) qualifica come inviolabile" e che da ultimo è entrata in vigore la convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità che impone che anche alle stesse venga garantito il consenso informato, ha sottolineato come il rilievo costituzionale dei diritti coinvolti esclude che gli stessi possano essere compressi dall’esercizio del potere dell’autorità pubblica, con conseguente esclusione della giurisdizione del giudice amministrativo spettando, in caso di violazione dei principi richiamati dal TAR, al giudice ordinario garantire il pieno rispetto dei diritti della dignità e della libertà della persona.

"Principio di uguaglianza" "Si tratta di una decisione estremamente importante - commenta l’avvocato Gianluigi Pellegrino che ha curato il ricorso per il Movimento Difesa del Cittadino - Il TAR infatti è giunto a individuare la giurisdizione del giudice ordinario proprio dopo aver sottolineato il carattere costituzionale e incomprimibile del diritto di scelta che ogni individuo ha con riferimento a qualsivoglia pratica e intervento che debba avvenire sul suo corpo. Con riferimento alle persone che non sono in grado di esprimere la propria volontà, come i pazienti in Stato Vegetativo Permanente, - continua l’avvocato Pellegrino - gli stessi non devono essere discriminati". "Questo vuol dire che quando la volontà dei pazienti in SPE, espressa con strumenti come il testamento biologico o, in assenza, ricostruita con gli strumenti che il diritto civile appresta (come avvenuto nel caso Englaro), tale volontà deve essere rispettata così avviene per la volontà espressa da tutte le altre persone. Si tratta in altri termini - aggiunge il legale - di applicare un vero principio di uguaglianza in favore dei disabili che altrimenti verrebbero privati di una facoltà che viene pacificamente riconosciuta a tutte le altre persone. Risulta, quindi, evidente come il testamento biologico debba essere semplicemente uno strumento per rendere più facilmente conoscibile la volontà del paziente che in quel momento non può esprimersi, giammai uno strumento per limitare l’espressione di quella volontà. In tal caso, i principi che abbiamo illustrato in ricorso ne evidenziano la sicura incostituzionalità".

La volontà del paziente Secondo il legale, insomma, il Tar sentenzia che "la volontà del paziente prevale su tutto, sia che la esprima a voce sia che sia espressa per iscritto o in altre forme. Una sentenza molto autorevole che credo mini alla base la legge attuale sul testamento biologico, che è incostituzionale e che verrebbe certamente portata davanti alla Suprema Corte se fosse varata così com’è ora".

Sacconi: urgente norma Englaro "Questo rende di fatto ancora più urgente l’approvazione della 'norma Englaro' relativa all’inalienabile diritto all’alimentazione e all’idratazione per offrire una certezza normativa coerente con l’articolo 2 della Carta costituzionale e con il riconoscimento del valore della vita che è presente nella tradizione largamente condivisa del nostro popolo". È quanto dichiara il ministro del Lavoro e della Salute Maurizio Sacconi dopo la sentenza del Tar del Lazio.