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Bisca cinese per il poker in villa alla Bovisasca

Anche tavoli verdi da mah jong e contasoldi: 13 denunciati tra cui la sentinella all'ingresso

Bisca cinese per il poker in villa alla Bovisasca
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Dall'esterno sembrava la classica villetta di periferia, di quelle che non danno nell'occhio: giardino curato, cantina, due camere da letto, cucina abitabile e un garage per l'auto di famiglia. Un'immagine di quieta normalità nel quartiere Bovisasca-Comasina. Ma basta varcare la soglia per scoprire una realtà ben diversa: una bisca clandestina in piena regola, organizzata con quattro sale da gioco, tavoli professionali e macchine contasoldi pronte a inghiottire e sputare denaro.

Mercoledì pomeriggio, intorno alle 15, i poliziotti del commissariato Comasina, guidati dal dirigente Alberto Bonaretti, stavano effettuando un normale servizio di controllo in via El Alamein quando qualcosa ha attirato la loro attenzione. Fuori dalla villetta c'era un uomo di 47 anni, di origine cinese, fermo in atteggiamento di sentinella. Intorno, parcheggiate in strada, diverse auto di grossa cilindrata, segno inequivocabile di un via vai anomalo per una tranquilla zona residenziale.

Gli investigatori non hanno perso tempo. Si sono appostati con discrezione e hanno osservato la scena: il quarantasettenne accoglieva altri connazionali, tra cui il quarantunenne affittuario dell'appartamento. Dodici persone in tutto, tutte di nazionalità cinese, che una dopo l'altra sono entrate nell'abitazione. A quel punto è scattato il blitz.

All'interno gli agenti hanno trovato un'organizzazione perfetta, quasi da casinò clandestino. Al piano terra quattro giocatori erano seduti intorno a un tavolo da mah jong, il tradizionale gioco d'azzardo cinese che qui veniva praticato con puntate consistenti. Altri attendevano il loro turno, fumando e chiacchierando a bassa voce. Sulla stessa pianta c'era una seconda sala con un grande tavolo verde da poker, completo di fiches e mazzi di carte pronti all'uso.

Al piano superiore, altre due sale da gioco erano state allestite con cura maniacale: luci soffuse, sedie comode, tutto predisposto per sessioni che potevano durare ore. Non mancavano le macchine contasoldi, strumenti efficienti per contare rapidamente vincite e perdite. Un addetto ai controlli all'ingresso filtrava gli accessi, garantendo che solo i "soci" entrassero.

In pochi minuti i poliziotti hanno identificato e denunciato 13 cittadini cinesi, di età compresa tra i 34 e i 56 anni, per

organizzazione e partecipazione a gioco d'azzardo. Denaro contante per diverse migliaia di euro è stato sequestrato, insieme a tavoli, carte, fiches e tutto il materiale da gioco. La villetta è stata posta sotto sequestro.

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