Cari milanesi, essere romani è una colpa?

Multata e derisa. Lei è una studentessa romana, da poche ore in città. Sale sul tram con il carnet da 10 biglietti, si avvicina alla macchinetta blu per timbrare, ma non riesce a inserire il ticket. Ne vede un’altra arancione, riprova. Identico l’effetto: pure lì il biglietto non entra. Nessuna convalida. Ignora, la poverina, che per il ticket cartaceo c’è solo la macchinetta rossa, nascosta però dalla folla. «Chi ha messo le macchinette avrebbe potuto specificarlo», è la sua replica garbata. Già, ma questa è un’altra storia. Per Atm, Ilaria è una delle centinaia di portoghesi che viaggiano a sbafo. Il controllore non ha sentito ragioni, neppure davanti al carnet immacolato. Dura lex sed lex. E non siamo certo noi a invocare eccezioni. L’agente ha trattenuto Ilaria sul bus per altre tre fermate mostrandole la differenza fra le tre macchinette prima di compilare il verbale. Poteva finire qui. Invece no. Ha commentato sarcastico che «anche a Roma ci sono i bus», aggiungendo che «i romani hanno la tendenza a fregare...». Siamo con lei, Ilaria. Non creda però che i milanesi siano tutti così.
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