Champions spettacolo, ma Inter-Barça è 0-0

La squadra di Mourinho con una grande partita difensiva argina l'impatto dei campioni in carica. Lucio e Samuel lasciano in ombra il grande ex Ibrahimovic. I viola, espulso Gilardino, perdono a Lione

Champions spettacolo, 
ma Inter-Barça è 0-0

Milano - Il Barcellona è spettacolo. E' accelerazioni improvvise, frenate inattese, un passaggio in più quando serve, uno in meno quando non te lo aspetti. Fretta controllata, velocità insostenibile. L'Inter sembra sempre un passo indietro. Meno bella, meno veloce, meno precisa. Ma non cede mai un millimetro. Riparte sempre a cento all'ora. Picchia la testa contro il muro, se serve. Ma non cade. E Mourinho può opporre al trio delle meraviglie Henry-Ibrahimovic-Messi un duo che nessuno può appuntarsi al petto. Samuel-Lucio sono un muro. Anzi il muro. Quando serve in anticipo. Quando ci vuole di fisico. La difesa nerazzurra è insuperabile. Le geometrie ariose e ficcanti dei blaugrana (in orrida maglia rosa-arancio cangiante) si arenano negli ultimi 10 metri. La retroguardia interista mette la pece su tutti i palloni. Anche Messi e Ibra diventano lenti nella rete allestita dal tecnico portoghese. Che non rinuncia ad attaccare. Punge in contropiede: è catenaccio all'italiana. Tattica che spesso in Europa funziona. Rischiano di più i padroni di casa: almeno tre occasioni per il fischiatissimo Ibra (due subito, al pronti via), un paio per Messi. La palla migliore la sciupa Keita, al 41', liberato da un tocco indietro da dentro l'area piccola di Dani Alves. Un tiro sporchissimo che finisce sui tabelloni. Sul taccuino di interista resta la conclusione di Stankovic (entrato per un pesimo Muntari) dal limite al 66': qualche centimetro sopra la traversa. Il girone resta equilibrato con l'attesa vittoria della Dinamo Kiev di Shevchenko che, nonostante sia partita sotto 0-1, batte 3-1 il Rubin Kazan.

Fiorentina, maledetto Lione I viola a Lione non vogliono saperne di vincere. Dopo il 2-2 rocambolesco dell'anno passato (pareggio dei francesi con Zauri a terra infortunato) la Fiorentina perde 1-0 messa in ginocchio dall'inferiorità numerica. Dopo un primo tempo giocato allo stesso livello degli ex campioni di Francia la fomrazione di Prandeli si trova senza Gilardino nel recupero del primo tempo. Il centravanti viene espulso per una gomitata (gesto abbozzato, rosso troppo fiscale) sul volto di un difensore francese. Prandelli prova a riorganizzare i suoi e sembra farcela. Ma a un quarto d'ora dalla fine cade il fortino viola. Govou apre sulla destra per Kallstrom che da dentro l'area calcia teso in mezzo: Frey in tuffo respinge, ma la palla finisce sui piedi di Pjanic che non ha difficoltà a mettere in rete. Nell'altro match, come da copione, il Liverpool supera 1-0 (gol di Kuyt nel recupero di prima frazione) gli ungheresi del Debrecen.