La campagna fiscale si avvicina a uno dei suoi momenti più delicati e, tra i documenti da recuperare per tempo, la Certificazione Unica resta uno dei più rilevanti. Per lavoratori e pensionati è infatti il punto di partenza per ricostruire i redditi percepiti e affrontare senza intoppi la dichiarazione. Il termine entro cui il documento avrebbe dovuto essere consegnato è già trascorso, ma chi non lo ha ancora ricevuto non è senza strumenti. Tra portali online, servizi dedicati e contatti diretti con il datore di lavoro, esistono diverse strade per rientrare in possesso della CU ed evitare ripercussioni su fisco, Isee e agevolazioni.
Che cos’è la Certificazione Unica
La Certificazione Unica, nota anche come CU, è il documento che attesta in modo ufficiale le somme corrisposte nel corso dell’anno precedente. Raccoglie redditi da lavoro dipendente, pensioni, compensi assimilati, attività autonome, provvigioni e altre voci reddituali, offrendo un quadro complessivo della posizione del contribuente. Quando nel corso dell’anno sono stati percepiti più redditi o più prestazioni, il sistema elabora un solo modello riepilogativo. È proprio questa funzione di sintesi a rendere la CU un passaggio centrale nella ricostruzione fiscale e nella verifica dei dati reddituali.
Perché è così importante
La CU non serve soltanto a certificare quanto incassato, ma rappresenta una base essenziale per la dichiarazione dei redditi e per la determinazione dell’Isee. Da questo documento dipendono quindi anche molte procedure collegate a bonus, agevolazioni e misure di sostegno economico. La sua mancanza può tradursi in ritardi, pratiche sospese e difficoltà nell’accesso a prestazioni che richiedono una fotografia aggiornata della situazione reddituale. In altre parole, non averla a disposizione rischia di complicare non poco la gestione degli adempimenti e dei benefici collegati.
Dove si può recuperare
Per la CU 2026, il termine fissato per il rilascio al contribuente era il 16 marzo, la stessa data prevista anche per l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate. Chi non l’ha ricevuta entro quella scadenza può comunque cercarla attraverso i canali digitali messi a disposizione dagli enti. Sul portale Inps, per esempio, le certificazioni degli anni precedenti e quelle disponibili possono essere consultate nel Fascicolo previdenziale del cittadino, accedendo all’area MyInps. In alternativa, il documento può essere scaricato anche dal sito dell’Agenzia delle Entrate entrando nell’Area riservata, poi nel cassetto fiscale e infine nella sezione dedicata alle dichiarazioni.
Le alternative e il nodo datore di lavoro
Oltre ai servizi online, restano attive altre modalità di richiesta. La CU può essere recuperata tramite l’app Inps Mobile, con richiesta al contact center oppure via PEC, allegando un documento di identità. Sono previsti inoltre canali specifici per utenti fragili, come anziani e disabili, così come la possibilità di delegare un’altra persona o di procedere, in determinati casi, tramite eredi. Se invece il documento manca perché non è stato trasmesso dal datore di lavoro, conviene intervenire subito.
Il primo passo è contattare l’ufficio del personale o il datore stesso; se il problema resta, si può procedere con un sollecito formale. Non ci sono sanzioni per il lavoratore, ma l’assenza della CU può rallentare la pratica fiscale e creare disagi concreti nella fase dichiarativa.