Antonio Civita "ha una storia molto interessante da raccontare. Poi se son rose fioriranno...". Il coordinatore lombardo di Forza Italia Alessandro Sorte accoglie positivamente la disponibilità manifestata dal proprietario di Panino giusto pronto a impegnarsi nelle prossime elezioni comunali di Milano. "Non so se sarà lui il candidato, ma gli va dato atto di aver aperto una breccia, smuovendo le acque" sottolinea Sorte che invita gli alleati a cogliere i segnali che arrivano dalla società civile. "Se negli ultimi quindici anni abbiamo sempre perso le elezioni è perché il centrodestra si è un po' chiuso in se stesso. Non facciamo lo stesso errore". Intanto, davanti all'indagine sulla vendita di San Siro, l'azzurro rivendica l'atteggiamento tenuto da Forza Italia sulla partita dello stadio: "Non chiediamo le dimissioni di Sala. Se lo facessimo per un avviso di garanzia, tutta la nostra battaglia sul garantismo non avrebbe senso".
Onorevole Sorte, dopo un po' di freddezza ora il centrodestra sembra prendere in considerazione la candidatura di Civita.
"Quando la società civile ci mette la faccia, il compito della politica è ascoltare. Siamo stati alla presentazione della sua associazione da persone interessate. Cinque anni fa sarebbe stato impensabile vedere persone di un certo spessore uscire allo scoperto. Partiamo da qui".
Ma quindi sarà lui il candidato?
"Questo non lo so, ma so che la sua è un'iniziativa lodevole. Civita ha molti simpatizzanti nella nostra area politica, come Gabriele Albertini. Forza Italia non vuole intestarsi il suo nome. Ma in passato, soprattutto nel nostro campo, è mancato l'attivismo del mondo civico. Sul ruolo che avrà Civita non escludo niente, ma è un profilo tutt'altro che da sottovalutare".
Da Civita mancava Lupi. Su di lui non cambiate idea?
"Restiamo convinti che un candidato civico abbia più possibilità di vincere e di prendere voti anche al di fuori del centrodestra. Non è una novità che Lupi aspiri a fare il sindaco, ma sono sicuro che troveremo una sintesi".
Il referendum conferma che la partita sarà durissima.
"Il risultato, però, conferma anche le nostre certezze: se si politicizza il voto si perde, specie a Milano che ha una certa sensibilità. Noi dobbiamo allargare e andare oltre il nostro perimetro. Azione di Calenda a Venezia ha scelto il centrodestra, auspichiamo un percorso comune anche a Milano. Ci sarà un confronto con i loro rappresentanti sul territorio, ma ci stiamo avvicinando".
Vi siete pentiti di aver aiutato la maggioranza su San Siro?
"Assolutamente no. Un conto è l'indagine su San Siro, un altro è l'atteggiamento di una forza politica che ha sempre guardato al bene della città. Io rivendico la scelta dei nostri consiglieri che sono usciti dall'Aula permettendo alla delibera di passare, anche se siamo stati critici nel merito. La nostra preoccupazione era solo difendere gli interessi economici e sportivi di Milano".
I vostri alleati chiedono le dimissioni di Sala. Voi?
"Se le chiedessimo, tra l'altro sulla
base di avvisi di garanzia che non lo riguardano direttamente, che fine farebbe il manifesto dei nostri valori? Non abbiamo mai invocato le dimissioni del sindaco per motivi giudiziari e non lo faremo nemmeno questa volta".