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"Chiara non ha mai parlato di Sempio". La versione di Stasi agli investigatori. E spuntano due nuove impronte

Tracce a "C rovesciata" e quella di una mano compaiono negli atti della procura sull’indagine per l’omicidio di Chiara Poggi. Stasi nega che la fidanzata si fosse accorta di aperture anomale dei video

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La nuova indagine sul delitto di Chiara Poggi a Garlasco è stata chiusa dagli investigatori o, per lo meno, è stato chiuso il fascicolo relativo alle indagini su Andrea Sempio, considerato l’autore materiale dell’omicidio. Tutti gli atti prodotti dalla procura devono ancora essere svelati, per ora è stata resa nota solamente l’informativa finale dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano, circa 300 pagine in cui sono raccolti in modo riassuntivo tutti gli elementi emersi a carico dell’indagato. Tra le pagine viene fatto cenno della rilevazione di impronte a “C rovesciata” lasciate in più punti, compatibili con l’appoggio dell’arma, ma anche quella che sembra l’impronta di una mano impressa col sangue: i palmi della vittima erano puliti.

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Ma tra gli elementi ci sono anche gli interrogatori e le audizioni fatte negli anni a testimoni e persone informate sui fatti, tra cui anche Alberto Stasi, unico condannato in via definitiva per l’omicidio, per il quale però adesso si apre l’ipotesi di una revisione. Il 20 maggio 2025 è stato sentito dai pm di Pavia, che gli hanno posto anche alcune domande circostanziate riguardo la figura di Andrea Sempio. I due non si sono mai conosciuti, tra loro non esistono contatti e non esistono interazioni nel tempo. È un dato assodato che anche Stasi ha confermato ai pm, sottolineando di non aver mai sentito parlare di lui prima che venisse indagato per la prima volta nel 2017. Quando gli investigatori gli chiedono se la fidanzata gli abbia mai parlato di Sempio, amico del fratello, e delle chiamate fatte dallo stesso a casa Poggi in quei giorni, Stasi non sembra avere tentennamenti nel rispondere: “No, non l’hai mai fatto”.

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E quando gli chiedono se a lui l’avrebbe detto, Stasi ha provato a dare una spiegazione: “Ragionando in termini ipotetici, credo sarebbe dipeso da altri fattori: se in quel momento l’avesse ritenuto importante, se non era distratta da altre cose”. Ma Stasi oggi nega anche che la sua fidanzata possa aver avuto la percezione che qualcuno guardasse i loro video intimi, quelli che sono ora al centro dell’inchiesta e che dagli investigatori vengono considerati parte del movente per l’omicidio. “Che io sappia no, anche a distanza di tempo”, ha spiegato Stasi. Al fidanzato della vittima, che sta scontando 16 anni per omicidio, è stata anche chiesta conferma in merito al colloqui avuto con il fratello di Chiara Poggi il giorno del funerale proprio riguardo quei video. “Mi chiese soltanto se era vero, come se fosse una richiesta di conferma da parte mia”, ha spiegato Stasi. Il 20 maggio furono convocati anche Andrea Sempio e Marco Poggi ma il primo non si è presentato, sfruttando un cavillo, un errore nella convocazione. In una pausa dell’interrogatorio di Stasi, quando ancora la telecamera era accesa, lo stesso si è lasciato andare a un commento circa la mancata risposta alla convocazione da parte dell’allora indagato: “Totale mancanza di rispetto”.

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