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"Dov’erano quando gli anarchici inneggiavano alle Br?". La lezione del sindacato di polizia al Pd e agli antifà

A Milano è scontro per la manifestazione dei Patrioti di sabato in piazza del Duomo, che anche il Pd ha cercato di impedire appellandosi a Questura e Prefettura

"Dov’erano quando gli anarchici inneggiavano alle Br?". La lezione del sindacato di polizia al Pd e agli antifà
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A 24 ore dall’evento dei Patrioti in piazza Duomo a Milano, la polemica politica sotto la Madonnina è infuocata. Da una parte si è schierato il Pd, che insieme ai centri sociali vuole impedire la manifestazione, già autorizzata. Certo, i metodi sono diversi, perché se da un lato la maggioranza di Palazzo Marino vuole appellarsi a Prefettura e Questura (così come ha ammesso di aver provato a fare anche il sindaco Beppe Sala) per vietare l’evento, dall’altro gli antagonisti hanno annunciato che ricorreranno ai metodi che conoscono bene. Con un comunicato, infatti, hanno informato di voler accerchiare piazza Duomo durante l’evento. Dall’altra c’è la Lega che rivendica la partecipazione.

La manifestazione dei Patrioti ci sarà: non ci sono elementi validi per vietare il raduno della terza colonna politica del parlamento europeo, di cui fa parte anche la Lega, con buona pace di tutta la sinistra. Una sinistra che si sta riscoprendo sempre meno democratica, perché incapace di accettare che possano esistere anche idee diverse dalle loro e che siano legittime. “Chi sarebbero gli antifà di Milano per decidere se una manifestazione è da svolgere o no?”, si domanda Andrea Cecchini, del sindacato Italia Celere, “ci pensa la Polizia ad assicurare le tutele costituzionali per quanto riguarda le manifestazioni di piazza. Noi poliziotti abbiamo visto manifestare anarchici che inneggiavano alle Brigate Rosse ed ai loro eccidi, dove erano questi tutori della ‘loro’ legalità?”. Una domanda legittima da parte del sindacalista, che se dalla parte della sinistra istituzionale trova silenzio, da parte di quella antagonista trova rivendicazione.

“Ci sono due modi per esprimere il proprio pensiero, uno è legale e si svolge tramite una legittima manifestazione e l'altro è violento, quando si cerca di impedire che qualcun altro esprima liberamente e legalmente il proprio pensiero. E se usi violenza, anche solo minacciando di impedire le libertà altrui, sei un delinquente. E non condannare certi atti delinquenziali equivale ad accettarli ed essere come loro”, ha aggiunto Cecchini. E se domani, è il ragionamento del sindacalista, “da libero cittadino volessi esprimere in una manifestazione il mio libero pensiero a favore delle mamme ed a difesa della genitorialità dovrei aver paura di essere accerchiato e zittito se non addirittura malmenato?”.

Ognuno “si assuma le sue responsabilità”, è l'invito di Cecchini: “Braccia tese, pugni al cielo, bandiere rosse, nere, sta diventando tutto un delirio perché si interpreta e non si applica”.

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