Se finora si è pensato all’iter processuale e di indagine sul delitto di Garlasco, come tortuoso o intricato, si aggiunge ora un nuovo tassello al mosaico. Si tratterebbe di un’indagine aperta contro ignoti nel 2013 e archiviata nel 2018, sulla base di una denuncia-querela “presentata dalla difesa del condannato” Alberto Stasi, che però all’epoca non era affatto tale, poiché non aveva neppure ancora affrontato l’appello bis.
Questa indagine sarebbe emersa dagli atti del fascicolo su Andrea Sempio, ovvero l’indagine notificata al 38enne a marzo 2025, e farebbe riferimento a una memoria depositata dal procuratore aggiunto Stefano Civardi con le pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza. “Presso questo stesso Ufficio sorgeva secondo procedimento”, si legge nella memoria, e il procedimento aveva come numero di registro il 255/2013.
Il retroterra è questo: il 18 aprile 2013 la Corte di Cassazione annulla il primo processo d’appello che aveva confermato l’assoluzione di Alberto Stasi, fidanzato di Chiara Poggi uccisa il 13 agosto 2007. L’annullamento era legato a una richiesta di ulteriori esami. La sentenza di appello bis con la condanna a 16 anni per Stasi sarebbe giunta solo il 17 aprile 2014, poi confermata dalla Cassazione l’anno successivo.
Ma intanto è stata aperta appunto questa indagine misteriosa, per la quale è stata poi richiesta l’archiviazione il 3 dicembre 2015, con questa motivazione: “Per il delitto di omicidio di Poggi Chiara si procede già nell'ambito di un altro processo penale a carico di indagato noto […] non è emerso alcun elemento per ipotizzare ulteriori responsabilità a carico di terzi”. L’archiviazione è stata accolta solo il 2 gennaio 2018.
Non è dato sapere al momento se la denuncia-querela possa aver attinenza con quella di cui si parlava nelle cronache del 2017 - anno della seconda archiviazione per Sempio - sporta contro ignoti per stalking e violenza privata da parte degli avvocati di Stasi Fabio Giarda e Giada Bocellari. I legali all’epoca, come riporta La Provincia Pavese, avrebbero ricevuto all’epoca messaggi intimidatori, anche via mail, e avrebbero subito pedinamenti in auto, a loro dire per fermare le indagini difensive per il loro assistito.
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Tornando all’oggi, gli attuali legali di Stasi, Bocellari e De Rensis, parlano di accelerare la loro richiesta di revisione, poiché, come riporta l’Ansa, la procura di Pavia “mediante
un’imponente ed articolata attività investigativa, ha letteralmente disintegrato la sentenza di condanna di Alberto Stasi, evidenziando una serie lunghissima di nuovi elementi di prova che dimostrano l'assoluta innocenza”.