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Intercettazioni, in calo del 40% nell’ultimo decennio ma sale la spesa

La ricerca effettuata per Eurispes mostra profonde disparità nel numero di bersagli tra Nord e Sud del Paese: Sicilia, Campania e Lazio le più “spiate”

Intercettazioni, in calo del 40% nell’ultimo decennio ma sale la spesa
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Intercettazioni – Conoscere per migliorare” è la ricerca Eurispes coordinata dai Professori Mario Caligiuri e Luciano Romito allo scopo di analizzare l’utilizzo degli strumenti di intercettazione nel periodo tra il 2022 e il 2024 attraverso le fonti ufficiali. Tra i dati più interessanti che sono emersi c’è la forte contrazione nell’utilizzo di questo strumento nell’ultimo decennio, con i bersagli che sono calati dai 141.774 del 2013 agli 83.883 del 2023, con un calo del 40,8% in dieci anni. Nel 2022 è stato raggiunto il minimo storico di bersagli (82.494) ma il primo semestre del 2024 ha fatto registrare un primo cambio di rotta, con 48.166 bersagli, che può suggerire un primo cambiamento di rotta: se proiettati sull’intero anno, porterebbero a circa 96.300 bersagli, in inversione rispetto al trend decrescente del decennio e sopra i livelli del 2021.

La distribuzione delle intercettazioni

Gran parte dell’intero flusso di intercettazioni nel nostro Paese sono di tipo telefonico, come dimostra il fatto che nel 2022 rappresentano il 74% dei bersagli e nel 2023 il 71%. Le intercettazioni ambientali sono salite dal 16 al 17 per cento e le captazioni informatiche dal 5 al 7 per cento mentre i trojan sono rimasti stabili al 5%. Si evince, poi, una enorme disparità territoriale con il Sud che domina questa particolare “classifica”: nel meridione d’Italia, isole incluse, si raccolgono il 57% dei bersagli, lasciando il resto al Centro e al Nord del Paese.

Le tre regioni dove si raccolgono la maggior parte dei bersagli si confermano essere sempre Sicilia, Campania e Lazio: nel 2022 da sole hanno sommato il 46% dei bersagli, nel 2023 sono arrivate al 45%, con la Sicilia che è salita a 15.186 bersagli, la Campania a 13.703 e il Lazio a 9.085. La Lombardia risulta essere la sesta regione per numero di bersagli con 7.246.

A conferma dell’importanza di questo strumento nella lotta alla criminalità organizzata, le Direzioni Distrettuali Antimafia hanno disposto complessivamente il 41-42% delle intercettazioni totali con Napoli, Palermo e Reggio Calabria che si sono confermati come distretti maggiormente attivi. La Sezione Ordinaria rappresenta il 57-58% del totale, mentre i procedimenti per terrorismo si attestano sotto l’1%.

I costi per le intercettazioni

Ma nonostante la riduzione dei bersagli, le spese continuano a essere alte: nel 2022 sono stati addebitati allo Stato 192,6 milioni di euro per le sole intercettazioni, che sono saliti a 193,5 milioni nel 2023. La città in cui si spende di più per questo tipo di operazioni è Palermo, poi segue Napoli, e quindi Milano e Roma. Tuttavia, nell’analisi dei costi Eurispes ha rilevato una criticità non secondaria, perché non esiste un sistema uniforme di rilevazione delle spese specifiche per periti trascrittori e fonici. Delle 26 Corti d’Appello che sono state contattate durante la ricerca solo 13 hanno risposto, spesso in modo parziale, e quasi ovunque è emersa l’impossibilità tecnica di isolare le spese per periti fonici e trascrittori perché confluiscono nella categoria generale degli “ausiliari del magistrato” e dei “consulenti tecnici di parte”.

Inoltre, il rapporto ha sottolineato che il noleggio dei sistemi di intercettazione (ambientale, telefonica, satellitare) avviene attraverso “contratti secretati”, in deroga alle normali regole degli appalti pubblici allo scopo di garantire segretezza ed efficienza delle indagini ma presenta inevitabilmente dei limiti.

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