Nicole Minetti è stata graziata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: condannata in via definitiva a 1 anno e un mese per peculato e a 2 anni e 10 mesi per induzione alla prostituzione nell'ambito del processo “Ruby bis”, non entrerà in carcere grazie al provvedimento firmato dal capo dello Stato per “motivi umanitari”. A dare la notizia è stato il programma “Mi manda Rai Tre” e l’annuncio è stato questa mattina dal conduttore Federico Ruffo: “Questa mattina l'anticipazione (alle 8:30 circa) su Mi manda Rai Tre e sul Il Fatto Quotidiano, domani l'inchiesta integrale”.
Le pene per l'ex consigliera regionale
Le due pene inflitte all’ex consigliere regionale, eletta nel 2010 e dimessa nel 2012 con la caduta della giunta regionale, erano state accorpate per una pena cumulativa totale di 3 anni e 11 mesi, che Minetti avrebbe dovuto scontare in carcere. Nel 2022 si era aperta la fase esecutiva, che però era stata sospesa perché Minetti aveva richiesto l’affidamento ai servizi sociali. L’udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza per confermare o rigettare l’istanza era fissata a dicembre 2025 ma non si è mai arrivati al dibattimento, in quanto è arrivata prima la richiesta grazia del presidente della Repubblica.
Motivi familiari
Come spiega Il Fatto Quotidiano, l’unica cosa che è trapelata è che Mattarella abbia firmato il decreto, con il parere positivo del Ministro della Giustizia Nordio, rilevando la “necessità di provvedere a esigenze familiari”, che però non sono state rese note per questioni di privacy. Ma si tratta, evidentemente, di impegni ritenuti non compatibili con un regime carcerario e non derogabili per convincere il presidente della Repubblica a firmare un atto di grazia, che non viene concesso con particolare frequenza. Anzi, ci sono stati casi che apparentemente richiedevano, e richiedono, la grazia ma che non vengono accolti, motivo per cui è lecito supporre che le motivazioni siano ben più che valide.
Il programma condotto da Ruffo ha provato a contattare Minetti per capire di più, per cercare conferma o un commento alla scoperta, ma l’ex consigliere regionale ha preferito non rispondere, com’è suo diritto fare.
Minetti venne travolta dal terremoto politico che nei primi anni Dieci del Duemila ha travolto la giunta regionale della Lombardia guidata da Roberto Formigoni ma anche dal cosiddetto "Rubygate", per il quale è stata condannata in via definitiva.