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Niscemi, per le inchieste anche l'AI, 137 edifici verso l'abbattimento: "Non ci fermeremo"

Il sindaco allontana l'ipotesi di abbandono del sito: "Non ci sposteremo, niente New Town"

Niscemi, per le inchieste anche l'AI, 137 edifici verso l'abbattimento: "Non ci fermeremo"
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Se da un lato la vita riprende, coi bimbi che giocano e tornano a scuola, dall'altra c'è una minaccia incombente e un disastro per il quale i responsabili saranno chiamati a pagare le conseguenze: a Niscemi si allontana l'ipotesi di abbandono del sito, mentre gli inquirenti lavorano per comprendere se si sia trattato di un incidente o di un problema noto o comunque preventivabile.

"Andremo a capire se l’evento era prevedibile, come sembra emergere da diversi documenti, e se era anche prevenibile", promette il procuratore di Gela Salvatore Vella, il quale annuncia che andrà fino in fondo all'inchiesta: "Non ci fermeremo qualunque sia il livello dei soggetti coinvolti. Non guarderemo in faccia a nessuno anche di fronte a responsabilità apicali". L'investigazione sarà lunga, articolata e complessa, per cui non ci si deve stupire che non vi siano ancora nomi nel registro degli indagati: "Non resterà così per lungo tempo", spiega alla stampa Vella, che parla di un evento "enorme, che non ha eguali sul territorio europeo".

"Ragioneremo sul fronte frana, su quello che oggi è un dirupo e ieri era una zona di Niscemi, e guarderemo anche al carico edilizio che si è creato sul pianoro", precisa ancora, spiegando che gli inquirenti dovranno obbligatoriamente avvalersi della collaborazione di tecnici ed esperti del Dipartimento di Scienza della terra dell’Università di Palermo per analizzare fino in fondo anche le problematiche connesse alle acque reflue e piovane. Non sarà un'indagine semplice, dal momento che sarà necessario esaminare una mole enorme di documenti, risalenti almeno fino alla prima frana del 1997, incluse "immagini e foto satellitari che saranno messe a disposizione dall’Agenzia spaziale italiana": oltre ciò, verrà sfruttata anche l'intelligenza artificiale.

Al momento si parla di 5 edifici crollati, 4 in bilico, ben 137 inagibili e fortemente a rischio, 3 scuole chiuse e 323 alunni trasferiti. Purtroppo i numeri sono destinati a incrementarsi ulteriormente, come spiegato dal capo della Protezione Civile. “Quelle case che vedete sopra la frana vanno demolite o precipiterannoi 5 edifici crollati, 4 in bilico, 137 inagibili, 3 scuole chiuse e 323 alunni trasferiti, entro 50 metri dal costone crollato non rientrerà più nessuno", annuncia Fabio Ciciliano, "le costruzioni o crolleranno da sé o saranno rase al suolo". Impossibile pensare di correre inutili rischi, ha considerato anche il governatore Schifani, per cui l'abbattimento pare inevitabile. "In questo momento nella fascia di sicurezza di 150 metri, individuata come precauzionale, tiene al sicuro i cittadini e questo è il risultato prioritario che bisogna raggiungere, ci sono case che potrebbero essere restituite ai cittadini quando si sarà fatto un controllo preciso sul movimento della frana", ha voluto rassicurare il capo della Protezione Civile

Dal canto suo, il primo cittadino ci ha tenuto ad annunciare che non c'è il rischio di uno spostamento in un altro sito: "Niscemi resta dov’è. Non ha senso parlare di new town", promette Massimiliano Conti su La Stampa, "parliamo di una città di 25 mila abitanti, con un tessuto urbano molto più ampio di quanto si pensi".

Il primo obiettivo è quello di recuperare tutti gli immobili sfitti o in vendita per dare una casa ai numeroso sfollati, ma il sindaco è certo che non ci sia alcun dolo: "Non credo che in passato ci fosse piena consapevolezza di una situazione così grave".

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