Nella vicenda del delitto di Garlasco non c’è solamente il possibile rinvio a giudizio di Andrea Sempio ma anche la possibilità di riabilitare Alberto Stasi, condannato a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi. Secondo la procura di Pavia, infatti, il fidanzato della vittima non sarebbe mai stato sulla scena del crimine se non nelle vesti dello scopritore dell’omicidio, confermando la sua versione e ribaltando la condanna che lo vede autore materiale dell’assassinio. La procura di Pavia ha già consegnato gli atti alla Procura Generale di Milano per avanzare la proposta di revisione del processo ma non sarà un iter né semplice e né veloce, come hanno sottolineato sia gli avvocati di Stati che la stessa procuratrice generale.
“Ci vorrà tempo perché è una questione complicata, delicata e difficile”, ha dichiarato la procuratrice generale Francesca Nanni, che venerdì scorso, assieme all’avvocato generale Lucilla Tontodonati, ha ricevuto una memoria del procuratore aggiunto Stefano Civardi e delle pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza, titolari del fascicolo. Qualora non fosse sufficiente per arrivare a una decisione, verranno chieste altre carte. L'eventuale proposta di revisione deve poi essere valutata dal pg e dalla Corte d'Appello di Brescia. Accanto all’ipotesi secondo cui non è possibile esercitare l'azione penale qualora non sia uscito di scena il condannato, avanza però anche una seconda interpretazione della legge, secondo cui il procedimento a carico di Andrea Sempio può procedere senza che ci sia un giudizio di revisione per Stasi.
Anche da questo deriva l’urgenza di arrivare comunque a una sentenza di revisione, per sgombrare il campo da qualunque possibile lettura distorta o ambigua.
In ogni caso, parallelamente alla Procura Generale, anche gli avvocati di Alberto Stasi stanno lavorando alla richiesta di revisione per il loro assistito: Giada Bocellari, storico legale del fidanzato di Chiara Poggi, e Antonio De Rensis, infatti, sono impegnati nella lettura integrale dell’informativa, che è stata consegnata anche ad Alberto Stasi.