I fatti di Torino del 31 gennaio hanno inevitabilmente contribuito ad accelerare l’approvazione del nuovo pacchetto Sicurezza, che al suo interno prevede anche il cosiddetto “scudo penale” per le forze dell’ordine nello svolgimento del proprio servizio. Una soluzione fortemente voluta dal centrodestra per superare le storture burocratiche che troppe volte hanno dato la percezione di punire, anziché premiare, gli agenti che nell’esercizio del proprio dovere si sono ritrovati coinvolti in situazioni complicate come iscrizioni nel registro degli indagati che, nella maggior parte dei casi, si sono concluse con una archiviazione.
Ad agitare gli animi dalle parti degli antagonisti, però, è il fermo preventivo, ossia la possibilità che soggetti con precedenti specifici possano essere fermati prima dell’inizio di una manifestazione e trattenuti per un massimo di 12 ore, a patto che il pm non decida per il rilascio. “Serriamo i ranghi”, è l’invito del Fronte della Gioventù Comunista, secondo il quale “era tutto già pronto. Il polverone dei loro giornali serviva a questo: preparare il terreno alla follia autoritaria. Il governo sta muovendo un enorme attacco alla libertà politica in questo Paese”, dicono nel comunicato, aggiungendo che questo decreto è “la risposta dei padroni alle grandi mobilitazioni popolari e agli scioperi dello scorso autunno, mascherata con altri pretesti. Il clima è sempre più pesante, gli utili idioti del centro-sinistra sono complici”.
È l’ennesimo invito all'azione e alla protesta, questo, dicono, “è il momento di marciare compatti e serrare i ranghi. La forza della classe operaia può fermare la deriva reazionaria a cui stiamo assistendo in Italia”.
Quel che è grave, però, non è che gli antagonisti usino queste argomentazioni, perché sono prevedibili, ma che le usino anche dalle opposizioni istituzionali, anche se in forma meno aggressiva o fallace, soprattutto nella misura in cui il Dl Sicurezza viene utilizzato per far propaganda lasciando intendere che chiunque possa essere sottoposto a fermo, quando la realtà, invece, è molto diversa. Ora si attende che nelle prossime ore e domani ci siano le nuove manifestazioni perché, come annunciato, sono state chiamate anche contro questo nuovo decreto.