Il caso dell’omicidio di Garlasco è tornato alla ribalta per la prospettiva che, in poche settimane, si possa arrivare alla conclusione delle indagini. Il procuratore capo di Pavia, Fabio Napoleone, si è appena recato dalla procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, per parlare del caso e anticipare le carte per ipotizzare una richiesta di revisione per Alberto Stasi. Nei prossimi giorni verranno inviate le carte e solo dopo si deciderà se avanzare la proposta alla Corte d’Appello di Brescia: ci vorrà del tempo, più mesi che settimane probabilmente e, dalla richiesta all’eventuale revisione definitiva, potrebbero passare anni. E nel frattempo per Stasi potrebbero riaprirsi le porte del carcere per il fine pena.
“Restiamo prudenti. Da mesi ripeto che per la revisione dobbiamo aspettare la chiusura delle indagini della Procura di Pavia. E lo confermo anche ora. Indipendentemente da quelle che saranno le decisioni della Procura Generale di Milano: se la richiesta non dovesse partire da lì, la faremo comunque noi”, ha dichiarato a Il Giorno l’avvocato Giada Bocellari, che pressoché dall’inizio segue il caso di Stasi. Nonostante le pressioni esterne, gli avvocati di Stasi hanno sempre respinto l’ipotesi di una richiesta di revisione anticipata: da diverse parti i legali vengono provocati in tal senso, spesso con toni eccessivi, per convincerli a proporre la richiesta prima della fine delle indagini. Ma sia Bocellari che Antonio De Rensis respingono con forza questa ipotesi, perché solo con tutti gli elementi raccolti dalla procura di Pavia in questa indagine potranno avere contezza dei margini di successo possibili in questa revisione. E questi elementi verranno resi noto solo al termine delle indagini.
“Dobbiamo attendere la chiusura delle indagini per poter finalmente accedere a tutti gli atti. Concordo con quanto dichiarato dalla procuratrice generale di Milano: ci vorranno mesi per studiare tutto. Noi ci metteremo subito al lavoro per incardinare la revisione, perché c’è una detenzione in corso: ho il dovere di farla nell’interesse del mio assistito”, ha sottolineato ancora l’avvocato Bocellari.
Il legale ha però fatto una doverosa precisazione: si opporranno alla sospensione della condanna in corso. “A questo ci opporremmo perché in caso di esito negativo, magari dopo due o tre anni, le ripercussioni sarebbero inimmaginabili”, ha spiegato Bocellari.