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Tram deragliato, l'autista in procura a Milano. "Ho avuto un malore"

L'autista del tramlink che ha avuto un incidente lo scorso 26 febbraio in procura a Milano per l'interrogatorio

Tram deragliato, l'autista in procura a Milano. "Ho avuto un malore"
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È pronto a mettere a verbale, quanto già affermato ai suoi avvocati. E cioè che non era al telefono e che ha probabilmente avuto un malore, prima di perdere il controllo del tram 9, che è deragliato finendo poi contro un palazzo a Milano. L'autista del tramlink che ha avuto un incidente lo scorso 26 febbraio è arrivato in procura a Milano per essere interrogato dai pm, che gli chiederanno cosa è successo nei minuti precedenti all'incidente.

La telefonata col collega

Secondo alcune indiscrezioni di stampa, il conducente sarebbe stato al telefono con un collega fino a 12 secondi, o forse anche meno, prima dell'impatto. La sua difesa, con gli avvocati Mirko Mazzali e Benedetto Tusa, ha invece sempre sostenuto che la chiamata si sia interrotta almeno un minuto e mezzo prima dell'incidente. Per dirimere la questione sarà fondamentale l'incrocio dei dati del gps (per stabilire l'esatta posizione del tram al momento della telefonata) con quelli del traffico dati. Posto che l'essere al telefono alla guida di un mezzo pubblico costituisce un illecito, vietato dalle direttive Atm, che infatti ha parlato di "violazione gravissima dei regolamenti interni e delle norme di sicurezza, nonché del codice della strada".

Il malore e il referto

Il malore è stato certificato dall'ospedale Niguarda che nel referto ha parlato di "sospetta" sincope vasovagale. Il sessantenne Pietro M. ha sempre sostenuto, e lo farà con ogni probabilità anche oggi, di essersi fatto male a inizio turno caricando la carrozzina di un disabile. Avrebbe poi chiamato un collega parlandogli di quell'infortunio: l'altro avrebbe salutato il conducente del 9, senza però ricevere risposta.

Il tranviere ha sempre detto di essere svenuto subito dopo la fermata di piazza della Repubblica, tanto da saltare la fermata di viale Vittorio Veneto, non azionare lo scambio dei pedali fino a schiantarsi contro l'edificio.

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