Guerra in Israele

Il sistema "Vangelo" dietro al puntatore: così Israele colpisce i bersagli di Hamas

Nella guerra contro i terroristi palestinesi lo Stato ebraico sta impiegando un sistema unico nel suo genere chiamato Habsora (traducibile come "il Vangelo"): ecco come funziona

Soldati israeliani nella Striscia di Gaza (Foto di repertorio).
Soldati israeliani nella Striscia di Gaza (Foto di repertorio).

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Il sistema "Vangelo" dietro al puntatore: così Israele colpisce i bersagli di Hamas

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Usare l’intelligenza artificiale per selezionare gli obiettivi da bombardare nella Striscia di Gaza, in modo tale da centrare soltanto i bersagli militari designati. Nella loro guerra contro Hamas le Forze di difesa israeliane (Idf) stanno impiegando un sistema unico nel suo genere chiamato Habsora (traducibile come "il Vangelo"). Elaborando molteplici dati e analisi, lo strumento in questione fornisce ai soldati di Israele le raccomandazioni necessarie per colpire i siti strategici, come le case private di individui sospettati di essere combattenti della Jihad islamica o della stessa Hamas.

Quali armi sta usando Israele

Il Guardian ha dedicato un’ampia inchiesta al "Vangelo". L'Idf ha affermato che “attraverso l'estrazione rapida e automatica di intelligenza”, Habsora ha prodotto indicazioni miratecon l’obiettivo di una corrispondenza completa tra il raccomandazione della macchina e identificazione effettuata da persona". “Lavoriamo senza compromesso nel definire chi e cosa sia il nemico. Non importa dove si nasconda”, ha spiegato non a caso un funzionario di Tel Aviv. Numeri alla mano, all’inizio di novembre l’esercito israeliano ha affermato che “più di 12.000” obiettivi a Gaza erano stati identificati.

Ebbene, negli ultimi anni l’Idf ha costruito un database formato da un numero compreso tra i 30.000 e 40.000 sospetti militanti, sviluppato grazie ai suggerimenti di sistemi come il Vangelo. I quali hanno giocato – e giocano ancora oggi - un ruolo fondamentale nel compilare elenchi di persone autorizzate a essere assassinate. Detto altrimenti, il Vangelo è “una macchina che produce grandi quantità di dati più efficacemente di qualsiasi essere umano, e li traduce in bersagli per l'attacco”.

L’uso dell’intelligenza artificiale

Aviv Kochavi, a capo delle Idf fino allo scorso gennaio, ha spiegato che "il Vangelo" ("The Gospel" in inglese) è stato attivato nella guerra degli 11 giorni di Israele con Hamas nel maggio 2021, producendo fino a 100 bersagli al giorno. “Per dare un’idea, in passato avremmo prodotto 50 obiettivi a Gaza all’anno. Ora, questa macchina produce 100 bersagli al giorno, il 50% dei quali da colpire", ha aggiunto Kochavi.

Esattamente quali forme di dati siano ingeriti nel Vangelo non è noto. Gli esperti sostengono tuttavia che sia basato sull’intelligenza artificiale, mentre sistemi di supporto alle decisioni per il targeting analizzano grandi moli di informazioni provenienti da una serie di fonti, come filmati di droni, comunicazioni intercettate, dati di sorveglianza, impiegate per monitorare i movimenti e i modelli di comportamento degli individui e grandi gruppi.

In ogni caso, una volta elaborata una lista di obiettivi, questi sono consultati dalla cosiddetta divisione target delle Idf, creata per fornire ai militari sul campo istruzioni sui bersagli da eliminare.

Ridurre i danni

Un alto funzionario israeliano ha affermato che sfruttando il Vangelo, le Idf producono “attacchi precisi alle infrastrutture associate con Hamas, infliggendo al nemico grandi danni e danni minimi ai non combattenti”. La precisione dei colpi raid portata avanti dalla divisione target è stato sottolineato in più occasioni resoconti dei media israeliani. Il quotidiano Yedioth Ahronoth, ad esempio, ha riferito che l'unità "si assicura, per quanto possibile, che non vi siano danni ai civili non coinvolti".

Gli esperti di intelligenza artificiale che hanno parlato con il Guardian si sono però mostrati scettici in merito alle affermazioni secondo cui i sistemi basati sull’intelligenza artificiale avrebbero ridotto i danni civili a Gaza incoraggiando un targeting più accurato. C’è chi parla di “poche prove empiriche” a sostegno di tali affermazioni e chi sottolinea l’enorme impatto visibile dei bombardamenti.

Prepariamo gli obiettivi automaticamente e lavoriamo seguendo una lista di controllo", ha raccontato una fonte che in precedenza ha lavorato nella divisione target. Secondo ai dati rilasciati dall'Idf, a novembre, durante i primi 35 giorni di guerra, Israele ha attaccato 15.000 obiettivi, una cifra notevolmente superiore rispetto alle precedenti operazioni militari nelle zone densamente popolate del territorio in questione.

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