Alta tensione nei cieli dell'Asia. Il Giappone ha fatto decollare i propri caccia per intercettare diversi velivoli militari russi, tra cui bombardieri strategici Tu-95MS in grado di trasportare armamenti nucleari, avvicinatisi all’area di identificazione della difesa aerea nipponica sopra il Mar del Giappone. L’episodio, confermato dal ministero della Difesa di Tokyo, rientra in una serie di manovre sempre più frequenti da parte di Mosca nel Pacifico, nonostante l’impegno militare del Cremlino resti concentrato sulla guerra in Ucraina. Secondo le autorità giapponesi, nessun aereo russo ha violato lo spazio aereo sovrano del Paese, che si estende fino a circa 22 chilometri dalla costa, ma la vicinanza delle rotte di volo ha reso necessario lo “scramble”, ovvero il decollo immediato dei caccia dell’Aeronautica di autodifesa per monitorare e scoraggiare possibili incursioni.
Bombardieri russi in azione
Il ministero della Difesa russo ha definito l’operazione un volo pianificato sopra acque internazionali, svolto nel pieno rispetto delle regole internazionali sull’uso dello spazio aereo. I bombardieri Tu-95MS, scortati da caccia Su-35S e Su-30SM, avrebbero sorvolato il Mar del Giappone per oltre undici ore, in quella che Mosca descrive come una normale missione di pattugliamento.
Dal punto di vista giapponese, però, lo scenario è apparso ben differente. Lo Stato maggiore congiunto di Tokyo ha segnalato la presenza di tre distinti gruppi di aerei russi, ciascuno con almeno due bombardieri, un dispiegamento considerato insolito per dimensioni e durata. Come riportato da Newsweek, l’episodio si inserisce in un contesto di frizioni storiche mai risolte tra Giappone e Russia, in particolare sulla sovranità delle isole Curili meridionali, controllate da Mosca ma rivendicate da Tokyo.
A ciò si aggiunge il rafforzamento dell’alleanza militare tra Giappone e Stati Uniti, che ospita circa 60 mila soldati americani e sofisticati sistemi missilistici, elemento visto dal Cremlino come una minaccia diretta ai propri interessi strategici nell’Estremo Oriente.
La risposta di Tokyo
Il ministro della Difesa giapponese Shinjiro Koizumi ha definito il volo dei bombardieri russi “una chiara dimostrazione di forza” nei confronti del Giappone e dell’intera regione indo-pacifica, sottolineando come i Tu-95MS siano piattaforme capaci di trasportare da sei a quattordici missili da crociera con testata nucleare. Koizumi ha inoltre richiamato l’attenzione sulla crescente cooperazione militare tra Russia e Cina, ricordando le recenti pattuglie aeree congiunte effettuate vicino allo spazio aereo giapponese.
Per Tokyo, il messaggio di Mosca è duplice: ribadire la propria presenza militare nel Pacifico e lanciare un segnale politico all’asse Washington-Tokyo. Nei prossimi mesi non è da escludere che la Russia possa continuare a condurre missioni simili per mantenere alta la pressione e dimostrare di restare un attore militare rilevante anche in Asia. Non manca un precedente freschissimo.
Tra il 13 e il 15 gennaio, una nave spia russa è stata avvistata mentre operava a ridosso delle acque giapponesi, facendo scattare un immediato stato di attenzione tra le Forze di autodifesa di Tokyo.
In quel caso, l’unità d’intelligence della Marina di Mosca ha navigato nelle zone contigue intorno alle isole di Yonaguni e Miyako, nel sud-ovest del Giappone, un’area considerata dal governo nipponico come strategica per la sicurezza nazionale.
令和8年1月21日(水)ロシアの爆撃機(Tu-95)x2機及び 戦闘機2機が日本海上空を飛行し、これらに対して #航空自衛隊 中部航空方面隊等の戦闘機を #緊急発進 させ対応しました。… pic.twitter.com/wnbZDdvWoD
— 防衛省統合幕僚監部 (@jointstaffpa) January 22, 2026