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Arrestata “Shakira”, la regina delle borseggiatrici. Era ricercata dal 10 novembre

La 22enne bosniaca soprannominata “Shakira” è ritenuta dagli investigatori una delle figure più attive in una rete di borseggi che avrebbe colpito turisti tra Venezia, Milano e la capitale. La giovane era ricercata dopo essere sfuggita al blitz della Procura di Venezia del 10 novembre scorso contro un gruppo di borseggiatrici

Arrestata “Shakira”, la regina delle borseggiatrici. Era ricercata dal 10 novembre

Dopo mesi di ricerche è finita in manette a Roma la giovane donna soprannominata “Shakira”, considerata dagli investigatori una delle figure più attive in una rete di borseggi che negli ultimi anni avrebbe colpito soprattutto turisti tra diverse città italiane. La donna, 22 anni, di nazionalità bosniaca, era ricercata dall’autunno scorso dopo essere riuscita a sottrarsi a un’operazione coordinata dalla Procura di Venezia contro un gruppo di borseggiatrici attive nella città lagunare. L’arresto è avvenuto nella capitale durante controlli dei carabinieri nella zona dell’Eur.

Il blitz a Venezia e la fuga

L’indagine che ha portato alla sua individuazione era partita mesi fa a Venezia, dove i carabinieri stavano indagando su una serie di furti con destrezza ai danni dei turisti, in particolare nelle aree più frequentate della città. Il 10 novembre scorso la Procura veneziana aveva disposto 23 misure cautelari tra arresti e divieti di dimora. L’operazione aveva preso di mira un gruppo composto prevalentemente da donne, accusate di far parte di una rete organizzata dedita ai borseggi. In quell’occasione alcune indagate erano riuscite a sfuggire al blitz, tra cui proprio la giovane soprannominata Shakira. Da quel momento la 22enne era diventata una delle principali ricercate nell’ambito dell’inchiesta.

Una presenza segnalata in diverse città italiane

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la giovane si sarebbe spostata negli ultimi anni tra Roma, Milano e Venezia, prendendo di mira soprattutto luoghi ad alta concentrazione di turisti, come stazioni ferroviarie, mezzi pubblici e zone particolarmente frequentate. In diverse occasioni le autorità avevano già emesso nei suoi confronti provvedimenti di divieto di dimora, soprattutto in Veneto, che tuttavia sarebbero stati violati. Le segnalazioni raccolte dagli investigatori indicano che il gruppo avrebbe operato in modo coordinato, sfruttando la confusione dei luoghi affollati per sottrarre portafogli e oggetti di valore alle vittime.

Chi è Shakira

“Shakira”, era considerata dagli inquirenti una delle figure più determinate all’interno del gruppo. Secondo quanto emerso dalle indagini, non avrebbe esitato in alcune circostanze a reagire con aggressività nei confronti delle vittime o delle persone che cercavano di fermarla. Gli investigatori le attribuiscono anche episodi di tensione all’interno dello stesso gruppo quando alcune complici non seguivano le modalità operative stabilite. Il suo nome compare in numerosi fascicoli giudiziari, la giovane risulta avere oltre sessanta precedenti penali, principalmente legati a furti con destrezza.

Il riconoscimento a Roma

La fuga della 22enne si è conclusa nei giorni scorsi nella capitale. Durante una serie di controlli effettuati dai carabinieri nella zona dell’Eur, i militari hanno riconosciuto la donna, che risultava ricercata nell’ambito dell’indagine veneziana. Dopo l’identificazione è scattato l’arresto. La giovane è stata quindi tradotta in carcere in attesa delle successive decisioni dell’autorità giudiziaria.

Le misure cautelari

L’operazione coordinata dalla Procura di Venezia aveva portato all’emissione complessiva di 23 provvedimenti cautelari nei confronti delle persone ritenute coinvolte nell’inchiesta. Tra le misure disposte figuravano otto richieste di arresto in carcere, mentre per altri indagati erano stati stabiliti divieti di dimora nella regione Veneto. In alcuni casi, inoltre, il provvedimento riguardava in modo specifico le province di Venezia e Genova, con l’obiettivo di impedire agli indagati di continuare a operare nelle aree maggiormente colpite dai furti. La maggior parte delle persone coinvolte nell’indagine risultava essere di nazionalità croata o bosniaca. Tra gli indagati comparivano anche alcuni uomini, indicati dagli investigatori come compagni o mariti di alcune delle donne coinvolte, ritenuti a vario titolo parte della rete finita sotto inchiesta.

Le accuse contestate

Gli inquirenti contestano agli indagati una serie di reati legati alle attività di borseggio e alla successiva gestione della refurtiva. Tra le accuse figurano furto aggravato, violenza e minacce, lesioni personali, oltre all’indebito utilizzo di carte di credito, alla ricettazione, al riciclaggio e alla violazione del foglio di via obbligatorio. Secondo quanto ricostruito nell’ambito delle indagini, dopo i borseggi alcune delle carte di credito sottratte alle vittime sarebbero state utilizzate per effettuare pagamenti o prelievi, aggravando ulteriormente il quadro delle accuse contestate.


Un fenomeno diffuso

L’arresto della giovane rappresenta uno degli sviluppi dell’indagine sul fenomeno dei borseggi nelle città a forte presenza turistica. Venezia, Milano e Roma sono da anni tra i luoghi dove questo tipo di reato si manifesta con maggiore frequenza, proprio a causa dell’elevato numero di visitatori e della presenza di luoghi molto affollati. Le forze dell’ordine continuano a monitorare la situazione con controlli mirati nelle aree più sensibili, come stazioni ferroviarie, linee della metropolitana e principali attrazioni turistiche.

L’arresto

Dopo mesi di ricerche, dunque, la latitanza di “Shakira” si è conclusa con l’arresto a Roma.

La 22enne dovrà ora rispondere davanti alla magistratura delle accuse formulate nell’ambito dell’inchiesta veneziana, insieme alle altre persone coinvolte nel procedimento. Le indagini proseguono per chiarire l’intera rete di attività legate ai furti con destrezza contestati dagli investigatori.


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