Le speranze di ritrovare Federica Torzullo viva si sono ormai spente. Questa mattina, 18 gennaio, i carabinieri hanno scoperto un corpo sepolto in un canneto alle spalle dell’azienda di Claudio Agostino Carlomagno, marito della donna scomparsa da dieci giorni ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma.
Il cadavere è stato estratto dal terreno al termine di una lunga operazione di scavo. Non c’è ancora un riconoscimento ufficiale, che avverrà all’obitorio del Verano, ma dagli abiti e dagli oggetti personali rinvenuti si presume che possa trattarsi proprio della 41enne sparita l’8 gennaio. Il marito che si trovava in caserma indagato per omicidio dalla Procura di Civitavecchia e stato tradotto in carcere. Un ritrovamento che segna una svolta drammatica in una vicenda che, giorno dopo giorno, aveva assunto i contorni sempre più chiari di un caso di cronaca nera.
Chi era Federica Torzullo
Federica Torzullo aveva 41 anni, lavorava alle Poste Italiane presso l’aeroporto di Fiumicino ed era madre di un bambino di dieci anni. Viveva ad Anguillara Sabazia, in una villetta affacciata sul lago di Bracciano, insieme al marito. Chi la conosceva la descriveva come una donna responsabile, presente, molto legata al figlio. Una lavoratrice stimata, definita da colleghi e familiari una "professionista esemplare". Non soffriva di patologie psichiche e conduceva una vita ordinata, fatta di lavoro e famiglia.
Di corporatura media, con capelli castani e occhi scuri, aveva alcuni tatuaggi, un cuore sulla spalla destra, uno sul costato sinistro e un disegno tribale sul petto. Nulla, nel suo comportamento, lasciava immaginare un allontanamento improvviso o volontario.
Una separazione ormai imminente
Dietro l’apparente normalità, però, la vita privata di Federica stava attraversando un momento delicato. Secondo quanto emerso dalle indagini e dalle testimonianze raccolte ad Anguillara, la coppia si stava lasciando. In paese si parlava di una vera e propria “separazione in casa” e di un divorzio ormai imminente, con un’udienza fissata a breve. Una fase difficile che, tuttavia, non aveva mai portato Federica ad allontanarsi dal figlio o a interrompere la sua quotidianità.
La scomparsa e i primi sospetti
Federica era scomparsa l’8 gennaio 2026. Il marito aveva presentato denuncia il pomeriggio del giorno successivo, raccontando che la donna sarebbe uscita di casa al mattino per andare al lavoro senza più fare ritorno. Da quel momento, il suo cellulare risultava spento. Fin dalle prime ore, però, gli investigatori avevano rilevato incongruenze nel racconto dell’uomo. Nessuna telecamera aveva ripreso Federica mentre usciva di casa. L’ultima immagine disponibile risaliva alla sera precedente, quando la donna sarebbe rientrata intorno alle 23.00. L’abitazione, l’auto e il telefono del marito erano stati sequestrati. Le ricerche si erano estese anche alla sede dell’azienda dell’uomo, a una cava e ad altri luoghi a lui riconducibili.
Il sangue e il ritorno delle ruspe
Il 17 gennaio gli inquirenti avevano trovato tracce di sangue in più punti, all’interno della casa, sugli abiti da lavoro del marito, nella sua auto, su un mezzo meccanico dell’azienda e in una cava. Il giorno dopo, il ritorno dei carabinieri con le ruspe. Ed è lì, in un canneto dietro l’azienda, che è stato rinvenuto il corpo.
Un ritrovamento che potrebbe trasformarsi in omicidio
Anguillara Sabazia segue ora con sgomento gli sviluppi dell’inchiesta. Amici e parenti di Federica hanno sempre escluso l’ipotesi di una fuga, ricordando una donna incapace di lasciare il figlio senza spiegazioni.
Ora sarà l’autopsia a chiarire cause e tempi della morte, mentre la magistratura cerca di ricostruire cosa sia accaduto in quei giorni. Una scomparsa che, con il ritrovamento del corpo, potrebbe trasformarsi definitivamente in un omicidio, lasciando dietro di sé una famiglia distrutta e una comunità attonita.