Alcol, superiorità fisica e foto hot: i tre punti che fanno traballare Grillo&Co

La ricostruzione delle difese rischia di crollare su tre elementi di fondo: ecco cosa non torna su quella notte a casa di Grillo

Alcol, superiorità fisica e foto hot: i tre punti che fanno traballare Grillo&Co

Sfoghi sui social, indiscrezioni giornalistiche, rivelazioni esclusive e accuse aggravate: il caso Ciro Grillo continua a tenere banco e ogni giorno si connota di particolari e colpi di scena. Il quadro però resta sempre lo stesso: da una parte gli avvocati delle parti civili insistono sullo stupro ai danni della giovane studentessa; dall'altra i difensori dei quattro ragazzi reputano che quella notte tra il 16 e il 17 luglio 2019 ci si sia limitati al sesso consenziente. Intanto slitta ancora la chiusura delle indagini, tra ulteriori interrogatori e nuove memorie difensive. Come riferito da Il Fatto Quotidiano, due componenti del gruppetto avrebbero precisato agli inquirenti che quello fu il loro primo rapporto sessuale. Mentre Roberta avrebbe dichiarato ai magistrati di aver saputo proprio dall'amica Silvia che in passato avrebbe subito una violenza. Comunque restano tre i punti che rischiano di far crollare la ricostruzione delle difese di Grillo&Co.

L'alcol

Il primo nodo da sciogliere riguarda l'acol. La ragazza ha riferito di essere stata costretta a bere vodka mentre era tenuta per i capelli. Ma la versione fornita da un partecipante della comitiva è del tutto diversa. Sarebbe stata lei - di sua spontanea volontà - a berla per sfidare il gruppo: "Nel video si vede che la ragazza comunque sta benissimo e che noi non costringiamo niente. Per sfida lei ha bevuto la vodka, perché noi non riuscivamo a berla". Da vedere se l'eventuale stato di ubriachezza della ragazza possa farla ritenere incapace di difendersi.

Proprio sull'intervista rilasciata dal giovane a Non è l'arena si è verificata una novità non di poco conto: Paolo Costa, l'avvocato che difendeva Vittorio Lauria, ha deciso di rimettere il mandato per "divergenze sulla condotta extraprocessuale da tenere sempre, specie in vicende come queste". L'uscita televisiva del ragazzo non è affatto piaciuta a Costa, che invece gli aveva raccomandato di non rilasciare interviste: "Ma lui lo ha fatto lo stesso. Mi dispiace anche per i miei colleghi con cui avevamo fatto un gran lavoro".

La superiorità fisica

Il secondo aspetto è relativo alla superiorità fisica. In particolare c'è un messaggio, scritto da uno dei quattro ragazzi, che ha fatto discutere: "3 vs 1". Tre contro una. Un sms quasi di compiacimento, come se fosse la gara in un videogioco. Ma Francesco Corsiglia si è smarcato dall'accusa di stupro e ai magistrati ha svelato la sua versione: "Ho avuto un rapporto consenziente con S.J., eravamo solo io e lei, poi mi sono addormentato. Di ciò che è successo dopo io non so niente". L'orario in cui avrebbe preso sonno lo potrebbe collocare fuori dal rapporto sessuale di gruppo, anche perché non comparirebbe nelle foto e nei video di quella notte.

La foto choc

Infine da non dimenticare il dettaglio delle foto choc: stando a quanto scritto dall'Adnkronos, è stato modificato il secondo capo di imputazione. Ovvero quello che riguarda una serie di foto "in cui si vedono a tratti due, a tratti tre ragazzi, con i genitali scoperti appoggiati sul capo della seconda ragazza, R.M, amica di S.J., che dorme". In alcune immagini, sfocate, non si riuscirebbe a individuare con precisione il volto dei giovani coinvolti.

"Abbiamo appreso che frammenti (frammenti!) di video intimi vengono condivisi tra amici, come se il corpo di nostra figlia fosse un trofeo: qualcosa che ci riporta a un passato barbaro che speravamo sepolto insieme alle clave", denunciano i genitori della studentessa italo-norvegese. Ma il Garante della privacy ha già messo le cose in chiaro: "Chiunque diffonda tali immagini compie un illecito, suscettibile di integrare gli estremi di un reato oltre che di una violazione amministrativa in materia di privacy".

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