I primi 53 migranti sono saliti a bordo della nave quarantena

I primi 53 migranti sono saliti a bordo della nave che, a largo di Porto Empedocle, ospiterà le persone approdate tra Lampedusa e la Sicilia durante la fase di emergenza coronavirus

La Moby Zaza in partenza da Porto Empedocle con i migranti a bordo
La Moby Zaza in partenza da Porto Empedocle con i migranti a bordo

È entrata ufficialmente in funzione la Moby Zaza, la nave usata per la quarantena dei migranti giunta sabato scorso all’interno del porto di Porto Empedocle. Nella serata di venerdì, in particolare, i primi 53 ospiti sono saliti a bordo dell’unità navale lì dove trascorreranno un periodo di quarantena e dove verranno sottoposti ai tamponi.

I migranti saliti a bordo della Moby Zaza fanno parte del gruppo approdato a Lampedusa nella giornata di mercoledì. In quell’occasione, due barchini, di cui uno partito dalla Libia, hanno raggiunto le coste dell’isola più grande delle Pelagie. Dopo una prima notte trascorsa sul molo Favarolo, buona parte di loro è stata poi fatta alloggiare all’interno di un istituto della parrocchia locale.

Venerdì invece il trasferimento a Porto Empedocle: approdati sulla banchina del molo siciliano, le forze dell’ordine e di sicurezza hanno quindi scortato il gruppo di migranti all’interno della Moby Zaza.

L’arrivo della nave nei giorni scorsi ha suscitato non poche polemiche. Il mezzo era stato richiesto già ad aprile da molti sindaci dell’agrigentino, in primis dal primo cittadino di Lampedusa Totò Martello. Questo perché in piena emergenza coronavirus, il miglioramento delle condizioni meteomarine ha fatto assistere ad una nuova impennata degli sbarchi dopo un mese di marzo tutto sommato tranquillo sul fronte migratorio.

La prima richiesta di Martello risale allo scorso 8 aprile, nel giorno di Pasqua in una lettera di 32 sindaci dell’agrigentino indirizzata al presidente del consiglio Giuseppe Conte è stato chiesto l’utilizzo di una nave per effettuare la quarantena. Anche il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha richiesto un intervento governativo in tal senso.

E questo soprattutto perché il sistema dell’accoglienza in Sicilia ha rischiato subito di collassare. Specie da quando, sempre nello scorso mese di aprile, un ragazzo egiziano è stato trovato positivo al Covid-19 all’interno dell’hotspot di Pozzallo. Da quel momento, complice anche la necessità di trovare strutture idonee a garantire il distanziamento sociale tra i migranti, sindaci e rappresentanti dei vari territori esposti al fenomeno migratorio hanno denunciato le riaperture di diversi centri di accoglienza all’interno di comuni e centri abitati. Anche tra le varie popolazioni coinvolte è subentrata non poca insofferenza e paura, vista l’emergenza sanitaria in corso.

Tuttavia, le risposte dal Viminale sono arrivate con non poco ritardo. Soltanto ad inizio maggio è stato dato il via libera alla nave dell’accoglienza, giudicata però da più parti poco capiente e molto costosa. Nei giorni scorsi il deputato della Lega Alessandro Pagano, ha sottolineato un costo complessivo di circa 4.000 Euro al mese per ogni migrante della stessa Moby Zaza.

Dopo essere stata trasportata a Porto Empedocle, la nave è stata sottoposta ad alcuni controlli e, come detto, è entrata un funzione nelle scorse ore. Dopo che i primi 53 ospiti sono saliti a bordo, la Moby Zaza è partita da Porto Empedocle e si è posizionata a circa due miglia dal porto. Qui accoglierà eventuali altri migranti giunti tra Lampedusa e la Sicilia.

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