Tamponi falsi a 20 euro: così la variante passa i confini

Molti passeggeri indiani, per poter sbarcare in Italia e bypassare le regole, hanno pagato per ottenere una falsa dichiarazione di negatività

Tamponi falsi a 20 euro: così la variante indiana passa i confini

L'emergenza Covid che ha travolto l'India potrebbe avere ripercussioni sanitarie anche nel resto del mondo. Molti Paesi hanno bloccato gli arrivi dal nuovo epicentro globale di Sars-CoV-2 per scongiurare la diffusione della variante indiana all'interno dei loro confini.

Per quanto riguarda l'Italia, dal 27 aprile in poi era entrata in vigore la prima ordinanza decisa dal ministro della Salute, Roberto Speranza, superata da altre due ordinanze con proroghe più stringenti per i passeggeri di rientro da Nuova Delhi e dintorni. Ad oggi, sono state estese le misure di divieto di ingresso in Italia da India, Bangladesh e Sri Lanka, ad eccezione del rientro di chi è in possesso della cittadinanza italiana.

Controlli aggirati

Il virus, purtroppo, non guarda più di tanto alla burocrazia. Prendiamo, ad esempio, il volo atterrato in Italia lo scorso mercoledì da Nuova Delhi. Come ha sottolineato Il Messaggero, sull'areo erano presenti 223 passeggeri. Molti di loro, per potersi imbarcare e bypassare le regole, hanno pagato per ottenere una falsa dichiarazione di negatività. Insomma, senza aver effettuato alcun tampone, con timbri falsi e certificati fasulli, c'è chi è comunque riuscito ad atterrare a Fiumicino.

Al netto delle deroghe decise dalle ordinanze italiane, per sbarcare in Italia occorreva presentare un tampone negativo. Alcuni viaggiatori, per lo più stranieri residenti e con occupazione in Italia, hanno spiegato che con una somma di 20-30 euro era possibile aggirare i controlli indiani. Le incredibili testimonianze sono state raccolte dalle autorità sanitarie della Regione Lazio. Anche perché, dopo aver controllato i passeggerri dell'aereo arrivati dall'India, dai tamponi svolti all'atterraggio è emerso un dato agghiacciante. Il 9% dei passeggeri, quindi 23 persone, tra cui 2 membri dell'equipaggio, è risultato positivo. E c'è il rischio che a contagiarli sia stata proprio la famigerata "variante B.1.617".

Tamponi falsi e timbri fasulli

La notizia della contraffazione dei certificati di positività è stata lanciata anche da vari media di Nuova Delhi. Quartz ha raccontato che il governo dello stato del Gujarat ha chiuso un paio di laboratori dopo aver scoperto che fornivano, a pagamento, certificati anti Covid fasulli. Altre fonti hanno parlato dell'arresto di una banda attiva nell'emissione di falsi risultati negativi ai tamponi anti Covid nel Kerala. Non mancano agenzie che, assieme ai biglietti aerei, vendevano certificati di positività contraffatti ai passeggeri indiani in procinto di lasciare l'India.

Come detto, il ministro della Salute italiano ha inasprito le regole, ma la decisione è arrivata probabilmente troppo tardi. E, in generale, potrebbe rivelarsi inutile. Già, perché nonostante l'obbligo di quarantena di 14 giorni per chiunque rientri dall'India, pochi cittadini stranieri conoscono questo provvedimento, mentre alcuni proprio ignorano l'avvertenza.

Una possibile soluzione? Recuperare le liste dei passeggeri tornati dai Paesi a rischio, tra cui India, Sri Lanka e Bangladesh, e inviarle alle autorità sanitarie italiane per appositi controlli. Senza poi considerare il rischio rappresentato dai voli con scalo. Partire da Nuova Delhi, e sbarcare in Italia attraverso Doha o Dubai, non è affatto impossibile.