Liberazione, bandiera Salò sventola davanti allo stadio: polemiche

Sono ben cinque le volanti della polizia di Stato ad intervenire per ammainare la bandiera della Repubblica sociale italiana, issata su un pennone dinanzi alla struttura sportiva del Bentegodi

Liberazione, bandiera Salò sventola davanti allo stadio: polemiche

Le celebrazioni per la festa della "Liberazione" del 25 aprile non si sono svolte ovunque nello stesso modo in tutta Italia. C'è chi si è affacciato ai balconi per intonare "Bella ciao" come proposto dall'Anpi, e ad esempio fatto dal primo cittadino di Milano Giuseppe Sala, chi ha voluto comunque violare il lockdown creando dei piccoli assembramenti per portare bandiere rosse sulle targhe dedicate ai partigiani o semplicemente per manifestare. C'è chi ha proposto una versione differente della celebre canzone associata ai partigiani, ma anche chi ha voluto distaccarsi completamente dal tema, scatenando un mare di polemiche che tarderanno a placarsi.

Ore 13:00 circa a Verona, e dinanzi allo stadio Bentegodi qualcuno issa la bandiera tricolore con i simboli dell'aquila e del fascio littorio della Repubblica di Salò su un pennone. Una situazione che non è sfuggita all'attenzione dei residenti del quartiere, i quali hanno allertato le locali forze dell'ordine per segnalare il fatto. Sono cinque le volanti della questura di Verona a raggiungere il piazzale antistante la struttura sportiva, a bordo delle quali si trovavano pure gli uomini della Digos. Il vessillo della Repubblica sociale italiana (Rsi) viene infine ammainato e sequestrato dalle forze dell'ordine, che hanno avviato subito le indagini per risalire ai responsabili. Probabile che possano avvalersi delle immagini riprese da alcune videocamerte di sorveglianza presenti in zona.

"A Verona, purtroppo, c’è chi non perde occasione per continuare a infangare il nome della città, medaglia d’oro della resistenza, nemmeno nel giorno della festa della liberazione", attacca l'Associazione nazionale partigiani italiani (Anpi). "Abbiamo appreso con rammarico la vicenda della bandiera fascista della repubblica di Salò appesa al pennone dello stadio. Vicenda che non fa altro che alimentare la narrazione della nostra città come luogo dove i fascisti possono sentirsi così tutelati da violare contemporaneamente la legge Mancino e le disposizioni anti contagio del Covid-19", si legge ancora. "Per questo chiediamo che, nel rispetto della costituzione repubblicana ci sia una presa di posizione corale delle istituzioni cittadine e un impegno perché gli autori vengano individuati e adeguatamente sanzionati", conclude come riportato da L'Arena.

Anche il Movimento non violento ha voluto dire la sua su quanto accaduto nel giorno della festa della liberazione: "Simboli fascisti sono dichiarati fuorilegge, e l'apologia di fascismo è vietata dalla Legge. Ritengo quindi che vi siano tutti gli elementi per perseguire gli autori di tale grave reato contro lo Stato e la costituzione (grave offesa alla memoria dei caduti per la libertà, apologia di fascismo, vilipendio della bandiera tricolore, ecc.). Certamente le telecamere della zona hanno ripreso gli ignoti autori del reato, che potranno facilmente essere individuati e perseguiti", dice il presidente Mao Valpiana.

Il presidente della commissione giustizia della camera, deputata 5 Stelle Francesca Businarolo, condanna il gesto: " Una vigliacca provocazione quella tentata a Verona dove la bandiera tricolore della Repubblica di Salò è stata issata sul pennone antistante lo stadio Bentegodi. La risposta più importante al violento gesto è arrivata dalla popolazione che la segnalato il fatto e consentito alle forze dell’ordine di rimuovere il nefasto simbolo. Il triste fatto dimostra che i gruppi neofascisti troveranno sempre una coscienza democratica sulla loro strada", commenta su Tg Verona.