Dal Nobel ai legami con gli scafisti: chi c'è dietro la nave dei migranti

Dalla fondazione ai finanziamenti fino alla mission. Ecco tutto quello che c'è da sapere sulla Ong di Medici Senza Frontiere

Dal Nobel ai sospetti di legami con gli scafisti: chi c'è dietro la nave che ci porta migranti

Medici Senza Frontiere è un'organizzazione non governativa fondata mezzo secolo fa a Parigi ed avente sede a Ginevra, in Svizzera. Attiva in vari contesti internazionali, da alcuni anni è impegnata anche nelle attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo assieme ad altre Ong. A partire dal maggio del 2021 opera in mare con la nave GeoBarents, che in questi giorni fa di nuovo rotta sull'Italia con oltre 400 migranti a bordo.

La fondazione e gli obiettivi di Medici Senza Frontiere

L'Ong Medici Senza Frontiere ha una peculiarità rispetto alle altre impegnate nel Mediterraneo. L'organizzazione non nasce infatti con lo scopo di portare le proprie navi nelle acque antistanti la Libia, al contrario, la sua storia parte molto prima dell'esplosione dell'emergenza migratoria. Medici Senza Frontiere viene fondata a Parigi nel 1971 dalla fusione di associazioni di medici e giornalisti impegnati nel volontariato. Tra i fondatori spicca Bernard Kouchner, medico francese di origine ebraica noto in seguito per le sue attività in politica come ministro della Salute e ministro degli Esteri sotto le presidenze di Mitterand e Sarkozy. Obiettivo di Medici Senza Frontiere ufficialmente è quello di prestare soccorso sanitario nei territori colpiti da guerre, calamità naturali o epidemie. Nel corso degli anni l'Ong sviluppa diverse sedi in molti Paesi, tra cui in Italia. I suoi bilanci sono formati al 90% da donazioni private. Lo si può notare ad esempio dal bilancio del 2016, in cui complessivamente le donazioni raccolte dai vari Paesi ammontano a 1.6 miliardi di Euro. In Italia Medici Senza Frontiere può usufruire anche delle donazioni provenienti dal 5x1000. Nel 2020 nel nostro Paese l'Ong raccoglie con questo strumento 17.8 milioni di Euro, mentre complessivamente le donazioni private raggiungono 70 milioni di Euro.

Il premio nobel della pace del 1999

Medici Senza Frontiere arriva alla ribalta mediatica sul finire dello scorso secolo. Nel 1999 infatti le viene assegnato il premio Nobel per la pace. La motivazione ufficiale è la seguente: “A Medici Senza Frontiere va il nobel per l'impegno umanitario e pionieristico in diversi continenti”. Durante la cerimonia di premiazione svolta a Oslo il 10 dicembre 1999, James Orbinski, allora presidente dell'Ong, denuncia abusi da parte dell'esercito russo nella guerra in Cecenia.

Oltre a un premio di circa un milione di Dollari, Medici Senza Frontiere con il premio nobel della pace acquisisce maggiore fama a livello internazionale. Il nome dell'Ong diventa ancora più famoso nel 2003, a seguito dell'epidemia di Sars diffusa tra la Cina e il sud est asiatico. Carlo Urbani, medico ed ex presidente della sezione italiana di Medici Senza Frontiere, nel febbraio di quell'anno opera nell'ospedale francese di Hanoi, capitale del Vietnam. In questo nosocomio il 28 febbraio viene ricoverato l'americano Johnny Chen, uomo d'affare statunitense reduce da un viaggio in Cina. L'uomo sviluppa una polmonite atipica e Carlo Urbani è il primo ad accorgersi della presenza di una nuova malattia generata da un nuovo virus. È lui a far scattare l'allarme a livello internazionale. Poche settimane dopo purtroppo lo stesso Urbani contrae il morbo e muore a Bangkok.

L’inizio delle attività nel Mediterraneo

Conosciuta ormai in tutto il mondo, la missione di Medici Senza Frontiere arriva sotto i riflettori della politica internazionale quando, nel 2015, decide di inserirsi nel Mediterraneo centrale con le operazioni di ricerca e soccorso dei migranti. La nuova attività di MSF prende forma tramite la nave Aquarius di SoS Mediterranée. Lungo 77 metri e largo quasi 12 metri, il mezzo nautico inizia la mission con a bordo 8 componenti di MSF e un equipaggio nave di 11 persone. Nel 2017 arriva il momento di operare anche attraverso la Vos Prudence. Un’imbarcazione commerciale lunga 75 metri con capienza adatta ad ospitare 600 persone e, in casi estremi, adeguata a raggiungere quota mille. Il mezzo lavora in quei mesi con a bordo 13 membri dello staff di Medici Senza Frontiere. Fra loro, anche italiani. Sono invece 17 i componenti l’equipaggio. Per garantire il primo soccorso,sull’imbarcazione vengono realizzati un ambulatorio e una farmacia. Tramite le due strutture, vengono trattati i casi più delicati.

L'inchiesta di Trapani

Nell'agosto del 2017, nel pieno di un'emergenza immigrazione che in quel momento porta in Italia anche fino a 20.000 migranti al mese, la procura di Trapani apre un'inchiesta sull'operato delle Ong. Sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti siciliani anche l'equipaggio della Vos Prudence di Medici Senza Frontiere. Il sospetto dei magistrati è che alcune Ong concordino direttamente con gli scafisti gli sbarchi e siano in contatto con i trafficanti. Il tutto, sempre secondo gli autori delle indagini, per avere una maggiore ribalta mediatica e determinare un “incremento della partecipazione – come si legge nei documenti degli investigatori - anche economica dei propri sostenitori”. L'inchiesta quattro anni più tardi, nel marzo del 2021, produce 24 avvisi di conclusione delle indagini. Un avviso viene inviato anche ai rappresentanti di Medici Senza Frontiere e di altre due Ong: la tedesca Jugend Rettet e Save The Children.

Il ritorno in mare con SOS Mediterranèe

Dopo l’inchiesta della procura di Trapani del 2017, MSF sospende le attività in mare. È il 21 luglio del 2019 quando l’Ong annuncia di ritornare ad operare nel Mediterraneo centrale e lo fa con l’Ocean Viking. La nave, gestita in collaborazione con SoS Mediterranée, nasce nel 1985 col nome di Viking Fighter e solo nel 2005 assume l’attuale nome. Lunga 69 metri e larga 15, l’Ocean Viking si presenta molto robusta e agile rispetto all’Aquarius. Con un’apposita struttura sanitaria a bordo, il team di MFS è composto da 9 persone. Fra loro, un medico, due infermieri, un’ostetrica, un logista, un mediatore culturale, un responsabile per gli affari umanitari, un responsabile della comunicazione e un capoprogetto che prende le redini della squadra. La partnership tra Medici Senza Frontiere e Sos Mediterranèe si presenta molto solidificata nel corso delle operazioni svolte in mare ma dura poco meno di un anno. Il 17 aprile del 2020, viene annunciata la scissione delle due Ong. La spaccatura viene attribuita alla volontà di SoS Mediterranée di non ripartire con l’Ocean Viking dopo aver piantato gli ormeggi a Marsiglia. L’Ong francese,attraverso un comunicato, spiega di voler garantire sicurezza al personale e all’equipaggio per via del Covid e che le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria creano non pochi limiti alla sua attività. La nave, tornerà in mare qualche mese dopo portando in Italia diverse centinaia di migranti. La sua missione prosegue oggi in solitaria.

Il ritorno di Medici Senza Frontiere con Geo Barents

Dopo un anno di silenzio Medici Senza Frontiere annuncia il ritorno in mare. Lo fa il 13 maggio del 2021 presentando la nave Geo Barents. Battente bandiera norvegese, l’imbarcazione ha una lunghezza di 77 metri e una larghezza di 20 metri. MSF opera così da qualche mese a largo delle coste libiche. Stazionando a qualche miglio di distanza dai luoghi strategici in cui prendono il via i viaggi della speranza, la nave gestita dall’Ong, raggiunge e imbarca i migranti che incontra a bordo di barchini e gommoni. Come un taxi del mare, l’imbarcazione ha già svolto le sue prime missioni portando diverse centinaia di stranieri nei porti dell’Italia meridionale.

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