Milano come il Bronx negli anni '80: le gang dilagano sul territorio

Rapine, aggressioni ed atti vandalici perpetrati da gang e cosiddette "baby gang", sono sempre più frequenti nel milanese e i casi vengono segnalati a macchia d'olio un po' in tutta la città. In azione non solo minorenni ma anche MS13 e Barrio 18

Milano come il Bronx negli anni '80: le gang dilagano sul territorio

Rapine, aggressioni, atti vandalici, regolamenti di conti, sono queste le attività predilette di numerose gang e baby-gang che stanno infestando Milano e con numeri che non possono non destare preoccupazione.

Lo scorso 1° aprile la Polizia di Stato ha tratto in arresto quattro 20enni accusati di far parte della gang che nella notte tra il 3 e il 4 ottobre 2020 ha messo in atto una serie di aggressioni e rapine in zona Moscova, Paolo Sarpi e all'Arco della Pace. Inoltre, altri nove soggetti, tutti minorenni, risultano indagati.

Il gruppo, che si faceva chiamare "151" in riferimento al cap 20151 di Bonola (da dove provenivano) e capeggiato dai 20enni tratti in arresto, aveva prima rapinato dei ragazzi in Largo Treves, poi aggredito il titolare di un ristorante ed alcuni dipendenti in via Niccolini; in seguito si erano spostati all'Arco della Pace dove avevano messo a segno un'altra tentata rapina e un'aggressione a un gruppo che stava festeggiando un compleanno. Gli obiettivi, sempre coetanei.

Nella giornata di Pasquetta era invece una coppia di salvadoregni con un bambino ad essere presa di mira da tre connazionali di 18, 27 e 29 anni, dichiaratisi membri della pandilla MS13 (Mara Salvatrucha), uno di loro con quattro anni di carcere alle spalle per rapina. La coppia è stata accerchiata a bordo del treno Milano-Varese dai mareros che hanno loro intimato di consegnare 50 euro. Alla stazione di Gallarate la donna e il bambino sono stati fatti scendere, mentre il marito è stato trattenuto a bordo perchè i tre individui non erano soddisfatti dei "soli" 20 euro racimolati. A quel punto la donna è riuscita ad allertare la Polfer che è immediatamente intervenuta ed ha arrestato i tre rapinatori. Un fatto che conferma le numerosi voci all'interno della comunità salvadoregna sulla presenza, da anni, di membri della MS13 che taglieggiano i propri connazionali con una serie di intimidazioni che vanno dall'immediato ricorso alla violenza fisica fino alle minacce nei confronti dei parenti in El Salvador. Una pratica molto comune in America Centrale e ben nota come "extorsion".

Una fonte salvadoregna del Giornale che chiameremo "Miguel" ha confermato: "Nel nostro Paese non puoi aprire un negozio o un bar senza pagare la protezione alla 13 o alla 18, se no sono guai. Purtroppo anche qui ci sono quelli delle Maras che fanno la stessa cosa e ti chiedono i soldi. Gli italiani non li toccano, ma noi si, perchè pensano che i salvadoregni hanno paura di denunciare alla Polizia. Poi se ti minacciano i parenti là è un casino perchè là fanno quello che vogliono".

Questa è tra l'altro la seconda aggressione in meno di due due settimane a bordo di un treno, visto che a fine marzo tra le stazioni di Lancetti e Villapizzone una dipendente di Trenord era stata aggredita da un gruppetto la cui identità non è ancora stata resa nota.

Milano in balia delle gang

Se a fine 2018 Milano si era guadagnata il primato di "capitale dei reati", oggi il capoluogo lombardo spicca anche per quanto riguarda la presenza di gang che scorazzano per il territorio.

Basti pensare che nel 2019 nel milanese si sono verificati ben due omicidi, entrambi legati all'ambito delle gang salvadoregne, il primo a marzo quando a San Giuliano veniva rinvenuto il corpo parzialmente sepolto del 34enne Ernesto Odir Barrientos Tula "Necio", un membro della MS13; per l'omicidio venivano arrestati tre membri della stessa gang. Nel giugno del medesimo anno due membri della gang Barrio 18 venivano tratti in arresto per l'omicidio di un ragazzo peruviano, il 32enne Edgar Luis Calderon Gonzalez, rapinato e poi buttato nel Lambro. Uno dei killer pochi giorni dopo aveva anche partecipato a una rissa in zona Martesana.

Sempre nel 2019 (tra i mesi di febbraio e luglio) era inoltre attiva la gang degli egiziani di Porta Genova, gruppo di nove irregolari (un 18enne e tutti gli altri minorenni) senza fissa dimora che avevano messo a segno almeno nove colpi, tutti in zona Navigli, Darsena e Porta Genova. La gang veniva tratta in arresto nel febbraio del 2020.

Attiva anche la gang dei minorenni provenienti dai palazzoni popolari di Calvairate e viale Molise che, armati di cacciaviti e tirapugni, prendeva di mira coetanei nelle zone di Piazza 5 Giornate, Corso 22 Marzo e Largo Marinai.

Episodi che hanno coinvolto le gang tra 2019 e 2021

Il 2020 si è concluso con almeno 35 casi attualmente noti, tutti riconducibili a differenti gang attive sul territorio, quasi sempre con rapine ed aggressioni, ma in alcuni casi anche con pesanti atti vandalici. Basti pensare all'incendio provocato da una gang di via Gola a capodanno 2020 (con tanto di aggressione ai Vigili del Fuoco), zona poi visitata dal Giornale per documentarne il degrado, ma anche all'incendio appiccato da un'altra gang a bordo del tram 14 in zona Lorenteggio lo scorso settembre. Alcuni membri della gang di via Gola venivano poi arrestati a fine marzo 2021 con l'accusa di aver anche rapinato alcuni ragazzi in zona Navigli.

Rapine sempre perpetrate nel 2020 da varie gang venivano riportate un po' ovunque: City Life, Corso Sempione, viale Monza, Navigli, Darsena, Porta Ticinese, Inganni, San Donato, Abbiategrasso, Bisceglie, Selinunte, Segrate, Assago, Pioltello, Morivione, Lorenteggio, Primaticcio, Bande Nere, giusto per citare alcune zone. Nel novembre dello stesso anno toccava poi a una guardia privata venire rapinata della propria arma da tre salvadoregni arrestati qualche giorno dopo; i criminali avevano anche sparato alcuni colpi in aria.

Il 2021 non è certo partito meglio, con una serie di rapine perpetrate tra gennaio e febbraio dalla "KO gang" nelle zone di Cimiano e Crescenzago, banda poi tratta in arresto a fine marzo. Altre due rapine, sempre per mano di bande, venivano segnalate in zona Solari e a San Donato mentre a gennaio era il chiosco di Piazza Beltrade, in via Torino, a pochi passi dal Duomo, ad essere preso di mira da un gruppeto di soggetti poi individuati. Un'aggressione perpetrata da una gang capeggiata da un latinoamericano con un pitbul ai danni di altri latinos veniva poi segnalata a fine marzo presso il parco Manueli, in zona Bicocca.

Il modus operandi

Le gang che agiscono nel milanese, spesso impropriamente definite "baby gang", visto che di baby non hanno proprio nulla, in alcuni casi agiscono su quello che interpretano e definiscono come "proprio territorio" o nelle zone immediatamente limitrofe (come nei casi di via Gola o di Selinunte), mentre in altri casi si recano in "trasferta" in altre zone considerate più ricche, dove è più facile trovare prede da assaltare, come ad esempio nei casi di Moscova, Sempione, City Life, Cinque Giornate.

I mezzi di trasporto non sono però da meno, con numerose aggressioni e due casi estremamente drammatici, uno in Porta Lodovica dove nel luglio del 2016 veniva ucciso a bordo di un tram il 19enne Albert Dreni per mano di membri della MS13; la stessa pandilla che un anno prima, nel giugno del 2015, aggrediva con un machete il controllore di Trenord Carlo Di Napoli, quasi amputandogli il braccio.

In alcuni casi queste bande agiscono in soli due o tre, mentre in altri episodi si presentano anche in una dozzina, senza necessariamente partecipare tutti all’aggressione, ma incutendo comunque timore al malcapitato a causa del numero ma anche dell'aggressività. Trattasi di gruppi estremamente mobili sul territorio, che si identificano spesso con ostentata e ingiustificata fierezza con i quartieri di provenienza, millantando un "controllo" della zona che in realtà non hanno, ma che li fa sentire forti. I target sono spesso loro coetanei, ma non sempre; molto dipende dalle circostanze, dal numero e dalle "esigenze" della gang di turno.

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