Quel mistero legato ai ritrovamenti di hashish sulle coste siciliane

Proseguono le indagini degli inquirenti dopo il ritrovamento di un altro involucro di droga sulle spiagge agrigentine. Si stanno seguendo più piste ma si è ben lontani dalla soluzione del caso

È un mistero dai contorni ancora poco chiari quello che riguarda i pacchi di hashish che il mare restituisce alle spiagge siciliane dal mese di dicembre scorso ad oggi. Dopo alcune settimane di “tregua” , lunedì scorso un altro involucro di droga è stato rinvenuto sulla spiaggia di Torre Salsa a Siculiana, nel territorio di Agrigento. Il quantitativo di stupefacente, avvolto come al solito dentro un sacco blu, ristretto a sua volta da nastro adesivo da imballaggio, era di 35 chilogrammi.

Inevitabilmente il ritrovamento ha dato un altro input al proseguimento delle indagini sulle quali lavorano al momento cinque procure, ovvero quelle di Agrigento, Trapani, Termini Imerese, Patti e Messina. Un fitto mistero che tiene ormai impegnati da mesi gli inquirenti a trovare il filo conduttore che leghi i ritrovamenti dell’ingente quantitativo di stupefacente lungo le coste siciliane al rinvenimento dei tre corpi privi di vita appartenenti a tre sub di origine caucasica per i quali nessuno ne ha mai denunciato la scomparsa. I loro volti, al momento del ritrovamento, erano irriconoscibili perché deteriorati dal tempo passato in acqua. Di certo però è che sono morti per annegamento.

Mute da sub uguali e stessi tatuaggi nei loro corpi. Dopo un periodo di riserbo, la procura di Messina aveva poi anche rese note le immagini dei tatuaggi chiedendo allo stesso tempo la collaborazione di chi ne conoscesse il significato o se qualcuno avesse mai visto gente con quelle immagini addosso. Fino ad ora non vi sono state risposte in tal senso. Da quando sono state aperte le indagini ad ora, la pista maggiormente accreditata è stata ed è quella che fa riferimento ad un grosso traffico di droga. Un ingente carico di stupefacente su un’imbarcazione che, dalla Tunisia e dal Marocco passa dalla Sardegna per poi spingersi verso la Spagna e poi la Francia, lasciandosi alle spalle la Sicilia. Secondo l’ipotesi degli inquirenti, sia la droga che i sub potrebbero essere stati tutti assieme sulla stessa nave, a quanto pare naufragata, con la funzione di prendere il carico da una imbarcazione madre.

È ancora però tutto da verificare, necessitano riscontri importantissimi e come annuncia il procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella, si è ancora lontani dallo scoprire cosa sia realmente accaduto. Ci sono anche altre piste che vengono prese in considerazione ma nessuna, al momento porta alla direzione giusta. Il commercio della droga ai tempi di oggi è nelle mani di chiunque. Quindi l’impossibilità di fare riferimento ad uno specifico settore di criminali, come poteva accadere anni fa, rende più difficoltosa la scelta di una sola e specifica pista. Chi voglia fare un grande investimento di capitali può “inserirsi” nel mercato della droga perché la richiesta nel mercato è sempre alta. Dunque bisognerà attendere ancora molto tempo prima di sciogliere definitivamente il mistero.

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Commenti

cgf

Gio, 19/03/2020 - 12:51

uno stratagemma usato dai trafficanti, è stato scoperto in Spagna, è quello di attaccare con potenti calamite contenitori contenenti droga. l'aggancio ed il recupero avviene con sub. Questo potrebbe essere una spiegazione, magari "è caduto" qualcosa di "esplodente" in acqua ed i sub sono stati "interrotti". nell'autopsia andrebbe cercato se questa sia stata la causa della morte

DRAGONI

Gio, 19/03/2020 - 13:27

PERCHE' E' UN MISTERO? CìE' CHI DOVREBBE SAPERE E MOLTO PROBABILMENTE SA. IL PROBLEMA DA RISOLVERE E' "COME" STRONCARE TALI ED ALTRI TRAFFICI.