Omicidio Meredith, il movente fu "l'umiliazione e non il sesso"

Così si scrive la Corte d'assise d'appello nelle motivazioni della sentenza di condanna di Knox e Sollecito

Raffaele Sollecito e Amanda Knox
Raffaele Sollecito e Amanda Knox

La Corte d'assise d'appello di Firenze ha pubblicato oggi le motivazioni della sentenza di condanna per Raffaele Sollecito e Amanda Knox, relative all'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, avvenuto nel 2007 a Perugia.

Secondo quanto scrive il tribunale, che a fine gennaio condannò i due a 28 anni e 6 mesi e 25 anni, ci sono elementi indiziari "di sicuro affidamento" che fanno dire che la notte in cui la ragazza venne uccisa Knox, Sollecito e Rudy Guede si trovavano nella casa dove avvenne l'omicidio. I tre avrebbero lasciato tracce del loro passaggio "per deposizione ematica del sangue" della Kercher.

La sera in cui Meredith fu ucciso ci fu un alterco tra lei e Amanda Knox nella casa dove avvenne la violenza sessuale da parte di Guede. Tuttavia "non è credibile che fra i quattro ragazzi fosse iniziata un'attività sessuale di gruppo". Sollecito manipolò però il "gancetto del reggiseno che Meredith Kercher indossava", lasciando una traccia biologica.

Il movente dell'omicidio non fu, secondo le motivazioni, un rapporto di gruppo finito male, piuttosto una "progressione di aggressività e una volontà di prevaricazione e di umiliazione verso Meredith" da parte di Amanda e Raffaele.

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