Cronache

La vodka, il gruppo, la violenza: le colpe del caso Ciro Grillo

Che relazione c'è tra alcol e violenza sessuale? "L'alcol è responsabile del 60% delle aggressioni sessuali", spiega alla nostra redazione il professor Gianni Testino, presidente della Società Italiana Alcologia

La vodka, il gruppo, la violenza: le colpe del caso Ciro Grillo

Tutto ruota intorno all'abuso smodato di alcol nel caso del presunto stupro di gruppo che coinvolge Ciro Grillo e i suoi amici ai danni di Silvia, la ragazza di 19 anni che ha denunciato per violenza sessuale il figlio del noto cabarettista genovese. Nella "notte incriminata" a Cala di Volpe, quella del luglio 2019, la comitiva di ragazzi avrebbe consumato una notevole quantità di bevande alcoliche: dapprima una bottiglia di champagne del valore di 600 euro in un locale di Porto Cervo, poi del rum allungato con un drink energizzante. Dopodiché la compagnia si sarebbe spostata nella residenza estiva dei Grillo dove, con anche le due ragazze conosciute in quei giorni, avrebbero mangiato un piatto di pasta sul patio. Ma attorno alle 9 del mattino accade l'irreparabile.

Silvia racconta di "essere stata costretta" da Ciro e i suoi amici amici a bere l'ultimo quarto di una bottiglia di vodka con l'intenzione di renderla inerme e poterla sopraffare. I ragazzi sostengono invece che sia stata un'iniziativa della diciannovenne. "Noi non riuscivamo riuscivamo a berla - spiega Vittorio, uno dei 4 genovesi coinvolti nella vicenda - E lei, per sfida, se l'è scolata tutta". Poco dopo avviene quello che la comitiva definisce "sesso di gruppo con lei consenziente", ma che la ragazza denuncia successivamente come uno "stupro". Che importanza ha l'alcol in questa storia? "L'alcol è il protagonista di questa vicenda", spiega a ilGiornale.it il professor Gianni Testino, primario del reparto di patologia delle dipendenze ed epatologia dell'Asl 3 Liguria nonché presidente della Società Italiana Alcologia. Poi aggiunge: "E se il signor Beppe Grillo decidesse di mettere a disposizione la sua notorietà nella battaglia contro questa piaga sociale che in 'troppo pochi' stiamo combattendo?".

Professor Testino, cosa ne pensa del caso di presunto abuso sessuale che coinvolge Ciro Grillo?

"Non entro nel merito del procedimento giudiziario né dell'episodio in sé. Dico solo che il protagonista di questa vicenda è l'alcol".

Cosa intende dire?

"Intendo dire che da un lato l'euforia e dall’altro la riduzione della capacità di reagire possono dar luogo a un combinato disposto, che può creare le condizioni per atti di violenza o comportamenti antisociali. Ovviamente l'alcol non può e non deve diventare una scusante di fronte a un eventuale reato sessuale".

Che relazione c'è tra alcol e violenza sessuale?

"C'è una correlazione tanto elevata e significativa quanto poco percepita dalla popolazione generale. Si tratta di un tema già noto e suffragato da dati scientifici acclarati. Il 40% di casi di violenza trova l'alcol come prima causa. Peraltro l'alcol è responsabile dell'86% degli omicidi, del 37% delle aggressioni e del 60% delle aggressioni sessuali. Sono dati riportati anche dall'Istituto Superiore di Sanità, non c'è invenzione".

Perché quando si assume alcol è possibile che si verifichino episodi di violenza sessuale?

"Per due motivi e il primo riguarda gli uomini. Il maschio, consumando alcol, diventa maggiormente euforico e aggressivo. Tanto, da mettere completamente a tacere la regione orbito-frontale del cervello (quella che ha il controllo delle emozioni, per intenderci). Rimane in piena attività invece la parte centrale - la cosiddetta 'regione mesolimbica' – quella degli istinti, della gratificazione. Dall'altra parte una donna che beve alcol riduce la percezione del rischio diventando sessualmente aggredibile".

Quali sono gli effetti collaterali del binomio violenza/alcol?

"La correlazione violenza/alcol si fonda su aspetti biologici ben definiti e che possono condizionare sia chi violenta, sia chi la subisce quando è in stato di ebbrezza. E sono: maggiore instabilità emotiva e della concentrazione sul presente; diminuita consapevolezza di sé; diminuita capacità di valutare le conseguenze; ridotta capacità di risolvere i problemi; minore autoregolazione".

C'è differenza nella capacità di risposta all'alcol tra uomini e donne? Se sì, qual è?

"A parità di dosaggio la femmina è più danneggiata rispetto al maschio. Il fegato di una donna lavora al 50% rispetto a quello di un uomo per quanto riguarda l'eliminazione dell'etanolo, ovvero di quella molecola che è alla base di tutte le sostanze alcoliche. Il fegato di un adulto maschio (sano) impiega circa 60 minuti per eliminare un'unità alcolica (un birra ad esempio). Per quanto riguarda la femmina, invece, i tempi si allungano del 30-40 %. Nel caso di ragazzi al di sotto dei 20 anni inoltre l'alcol rimane in circolo per molto più tempo. Al di sotto di quell'età, è possibile che bere due o tre bevande possa modificare in modo radicale la percezione di ciò che si ha intorno".

I casi di stupro sono spesso associati al binge drinking. Cos'è?

"Per binge drinking s'intende 'bere molto in poco tempo'. Nello specifico vuol dire bere elevate quantità di alcol in meno di due ore per mandare il cervello in tilt. Fra i 18 e i 24 anni circa il 23% dei maschi e l’11% delle femmine Italiane utilizza l'alcol con questa modalità".

Dopo aver consumato un drink, quanto tempo occorre prima che si verifichi il picco alcolemico?

"Subito. L'effetto dell'alcol è dose-dipendente. Ciò significa, per dirla in maniera spiccia, che più si beve e peggio è. L'etanolo supera la barriera encefalica subito, cioè ha un effetto psicoattivo immediato. Inoltre i picchi di alcolemia tendono a essere molto più alti e a durare molto più tempo quando si beve a stomaco vuoto".

E invece quando diminuiscono gli effetti?

"Mediamente in una persona sana cala dello 0,2 grammi per litro all'ora. Ma nel caso dei giovani è diverso. Da valutazioni scientifiche indirette dei meccanismi di metabolizzazione del fegato, c'è la ragionevole certezza questa riduzione è molto più lenta".

Nei casi di violenza sessuale, quando anche la vittima abbia bevuto o è stata indotta a bere, è giusto parlare di rapporto consensuale?

"Assolutamente no. Poi dipende da quanto si beve ovviamente. Tuttavia a parità di dosaggio la donna è maggiormente danneggiata rispetto a un uomo per le ragioni che abbiamo spiegato prima".

Una donna sotto effetto dell'alcol che abbia subito un'aggressione sessuale, dopo quanto tempo acquisisce consapevolezza di quanto le è accaduto?

"Talvolta chi subisce danno, lo percepisce dopo molto tempo. Ciò accade perché una delle caratteristiche della bevanda alcolica è che nelle ore e nei giorni successivi si trasforma in una sorta di autodifesa. Il soggetto tende proprio a ridurre la percezione degli effetti negativi che ha avuto l'alcol nelle ore precedenti. Nelle ore successive non ha le idee chiare, elabora con più lentezza quello che è successo".

Cosa si può fare per evitare che l'alcol diventi una sorta di catalizzatore di comportamenti aggressivi e antisociali?

"Bisogna educare i giovani. È evidente che le colpe maggiori sono degli adulti e delle famiglie che nei confronti del consumo di bevande alcoliche non danno il buon esempio e quindi si rendono poco credibili agli occhi dei figli. Fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo ma dobbiamo evitare che questa piaga sociale dilaghi. Troppi ragazzi si stanno rovinando la vita per cose che, probabilmente, in condizioni normali non farebbero".

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