"Mi pento di aver difeso il ddl Zan"

Il porno attore si è detto pentito di aver sostenuto il ddl Zan - oggi diventato oggetto di mera strumentalizzazione - e sul gay pride non si è risparmiato: "Di questo passo ci sarà pure l'eteropride, tutti a rivendicare la propria normalità"

Rocco Siffredi: "Mi pento di aver difeso il ddl Zan"

"Rispettiamo le libertà individuali senza strumentalizzarle". Così Rocco Siffredi nell'ultima intervista rilasciata a Libero è tornato a parlare del ddl Zan. Questa volta però il porno attore non si è schierato a sostegno del disegno di legge, che punisce chi istiga alla violenza omofobica. Anzi. Siffredi ha svelato di essersi pentito di aver prestato la sua immagine per promuoverne l'approvazione.

Lo scorso aprile Siffredi aveva messo la faccia sui social per appoggiare l'approvazione del ddl Zan. Come molte altri personaggi famosi, Rocco Siffredi aveva condiviso sul web la sua foto con la mano in primo piano con la scritta ddl Zan per svelare il suo sostegno al disegno di legge promosso da Alessandro Zan. A distanza di pochi mesi, però, e dopo l'enorme clamore scoppiato attorno al ddl Zan, il porno attore ha detto la sua con chiarezza: "Ho sbagliato e non lo rifarei più. Ho aderito senza conoscerne i contenuti, ma forte del mio essere contrario a qualsiasi forma di violenza contro gli omosessuali e il bullismo". E nel farlo ha rimosso anche la foto dai suoi social network.

Rocco Siffredi ha ribadito il suo "no" alla violenza omofoba e al bullismo, ma ha detto "no" anche al disegno di legge Zan, che sembra esser diventato più un "puntiglio" della sinistra e oggetto di strumentalizzazione, che vera battaglia per i diritti. "Mi sono accorto che a continuare a parlarne si ottiene l'effetto contrario. Si istiga la gente a dare contro. Rispettiamo le libertà individuali senza strumentalizzarle", ha risposto senza indugi Siffredi nell'intervista.

Nella lunga chiacchierata fatta su Libero, Rocco Siffredi si è detto contrario anche alla manifestazione del gay pride, un appuntamento globale che sembra aver perso il suo intento iniziale: "Dico basta anche all'inutile pagliacciata dei gay pride. Se vogliamo chiamarla festa ci sto, ma se dobbiamo chiamarla manifestazione per l'identità dei diritti gay dico che mi avete rotto il cazzo". Parole dirette e decise quelle di Siffredi per ribadire che "vivere la propria sessualità come cazzo gli pare" è una cosa, ma "fare il pagliaccio" è un'altra. Ed enfatizzando il concetto, il re del porno ha concluso: "Di questo passo tra un po' ci sarà pure l'eteropride, tutti a rivendicare la propria normalità. Si immagina il caos?". Parole che danno un calcio al politicamente correto.

Commenti